Come allevare a mano un pappagallino "inseparabile"

di Francesco Capasso difficoltà: media

Come allevare a mano un pappagallino "inseparabile" Allevare fin da piccolo un animale, significa creare un rapporto unico ed inscindibile con un essere vivente che ci considera un suo simile. Questo perché entra in gioco un meccanismo comportamentale molto importante, denominato imprinting. La parola imprinting deriva dall'inglese "imprint" che vuol dire "stampa". Il termine è stato coniato da Konrad Lorenz, padre dell'etologia come scienza e premio Nobel nel '73. Lorenz ha scritto molto su questa modalità di apprendimento, che in realtà avviene in maniera completa solo nelle prime 36 ore dalla nascita. Quindi per ottenere un uccello, completamente "imprintato", dovremmo prelevarlo dal nido entro questo arco di tempo. Per questo, nel caso di un uccello, sarebbe meglio mettere l'uovo in un'incubatrice, ma questa operazione spesso può risultare complicata, soprattutto a chi è alle prime armi. Quindi la scelta migliore è quella di prendere un piccolo con qualche settimana di vita, e anche se non andremo ad agire sull'imprinting nell'arco temporale indicato, il risultato finale sarà comunque molto simile, e il rapporto che si creerà sarà comunque molto forte e profondo. Gli studi di Lorenz sono basati soprattutto sulle oche, ma per l'allevamento di un uccello adatto a tutti e soprattutto alla vita in casa, la scelta consigliata è quella di un pappagallo. In particolare, gli inseparabili, (Agapornis) sono i più adatti all'allevamento così detto a mano. In questa guida impareremo come allevare un pappagallino inseparabile a mano.

Assicurati di avere a portata di mano: Un' incubatrice con temperatura regolabile. In mancanza di incubatrice, un recipiente in plastica e un cavetto o tappetino riscaldante per rettili, con termostato. Cibo in polvere per allevamento a mano di pappagalli Siringa senza ago Termometro Ciotola Carta assorbente Scalda biberon o pentolino Gabbia

1 Come allevare a mano un pappagallino "inseparabile" I piccoli di pappagallo si chiamano pulli. L'età migliore per prendere il nostro pullo è tra i 14 e i 21 giorni di vita. La prima cosa da garantire al nostro piccolo amico è un luogo caldo che sostituirà il nido. Infatti la temperatura è un fattore essenziale per questa fase della vita, e andrà garantita una temperatura di 31°- 34° dai 14 ai 21 giorni, per poi passare ai 29°- 31° quando si sarà formato il piumino, fino ad arrivare a 25°- 28° quando saranno uscite le piume. Per questo scopo sarebbe utile un'incubatrice con temperatura regolabile, ma si possono ottenere ottimi risultati, utilizzando recipienti in plastica ben arieggiati, appoggiati su un cavetto per terrari (solitamente utilizzato per rettili), munito di un termostato. Il pullo non andrà però lasciato libero nel contenitore, ma bensì messo in una ciotola che aumenteremo di dimensione in base all'età. Nel contenitore è necessario mantenere anche la giusta umidità, per questo possiamo usare un tovagliolo imbevuto d'acqua, sistemato in un bicchiere di carta. Meglio non usare vaschette d'acqua, perché il pullo rischierà di affogare. Come fondo del nostro nido artificiale, useremo carta assorbente, che cambieremo meticolosamente. A 5 settimane è possibile metterli in una gabbia con posatoi e giochi per pappagalli.

2 Come allevare a mano un pappagallino "inseparabile"   commons.wikimedia.org Dopo l'alloggio, altro fattore importantissimo è l'alimentazione. Per quanto riguarda gli alimenti, è possibile acquistare in commercio pastoni specifici, studiati per l'alimentazione dei pulli. Ma questi vanno somministrati nel modo corretto. Per la quantità di acqua da aggiungere ai cibi in polvere ci atterremo alle istruzioni del produttore. Un fattore molto importante è la temperatura, infatti la pappa va somministrata ad una temperatura di 37° - 38°, è indispensabile quindi l'uso di un termometro. Per riscaldare il pastone possiamo utilizzare uno scalda biberon, oppure una pentolina con acqua, precedentemente riscaldata fino alla temperatura indicata, dove immergeremo il contenitore della pappa. Per somministrarla utilizzeremo una siringa, senza ago ovviamente. La frequenza dei pasti varia in base all'età. Dai 14 ai 20 giorni, 5 pasti al giorno. Dai 20 ai 30 giorni, 4 pasti al giorno. Dai 30 ai 40 giorni, 3 pasti al giorno. Dai 40 ai 50 giorni, passeremo da 2 a un pasto al giorno. La quantità chiaramente varia con la crescita, un'ottimo indicatore è il gozzo. Questo organo che si trova alla base del collo, si gonfia visibilmente durante l'alimentazione. Dobbiamo evitare di farlo diventare troppo grosso e teso, perché potrebbe comportare disagi e problemi al pullo di inseparabile. Quindi fermeremo la somministrazione quando il gozzo sarà visibilmente ingrossato, ma ancora morbido al tatto. In media però le dosi e gli intervalli da rispettare sono i seguenti: piccoli senza piumino, da 4 cc ogni 3 ore. Piccoli con piumino, da 5 a 8 cc ogni 4 ore. Piccoli con piume, da 7 a 10 cc 4 volte al giorno. Per somministrare il cibo dobbiamo stimolare il pullo con la punta della siringa, ma il più delle volte il piccolo sarà già con la bocca aperta al solo vederci. Molto importante è puntare la siringa nel lato destro della bocca, altrimenti si rischia di far finire il cibo nella trachea, con risultati fatali. Altra cosa importante e alzare la testa del inseparabile, facendogli allungare il collo, in questo modo si favorirà la deglutizione. La pappa va fatta fluire con delicatezza nella bocca del pappagallino, dandogli il tempo di deglutire. Dopo ogni pasto è molto importante ripulire il piccolo dagli scarti della pappa.

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3 Come allevare a mano un pappagallino "inseparabile"   commons.wikimedia.org Lo svezzamento avviene tra la settima e la decima settimana.  Per aiutarli in questa fase è essenziale inserire già dalla quarta settimana un recipiente con un po' di cibo morbido e una ciotola con pochissima acqua, onde evitare incidenti.  Approfondimento Come accudire un corvo (clicca qui) I piccoli saranno completamente svezzati quando rifiuteranno la pappa da noi offerta, preferendo il cibo nella mangiatoia.. 

4 Come allevare a mano un pappagallino "inseparabile"   commons.wikimedia.org In tutte le fasi descritte, la cosa importante è il contatto fisico. Il pullo andrà preso in mano, accarezzato e coccolato il più possibile. Anche parlare è molto utile. Infatti il riconoscimento vocale è molto importante per i piccoli inseparabili, che così facendo finiranno per considerarci la loro mamma. Ricordiamoci che prendere un pappagallino dal nido e allevarlo a mano, è un patto di sangue. L'uccello diventerà un componente della famiglia, e pensare di potersi separare da lui significa condannarlo a morte. Non dovrete tradirlo, come non tradireste vostro fratello. Se non siete convinti, desistete da questa esperienza.

Non dimenticare mai: Mai usare il cibo avanzato per il pasto successivo. Prepararlo sempre fresco. Disinfettare con acqua bollente la siringa e tutti gli utensili che si utilizzano per preparare la papa. Sostituirli di tanto in tanto. Arrivati a tre 3 pasti giornalieri, cominciate a mettergli un pezzetto di spiga di panico ed una ciotola con dei semi (quelli per i pappagallini ondulati). Per capire meglio il comportamento degli uccelli e l'imprinting si consiglia la lettura del libro "L'anello di Re Salomone" di Konrad Lorenz, padre dell'etologia, scienza che studia il comportamento degli animali. Tenere lontano il pappagallino dal cavetto riscaldante, e da qualsiasi fonte di calore, onde evitare ustioni. Lo stesso vale per i cavi della corrente.

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