Come aumentare la pressione della caldaia

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Per mantenere la caldaia perfettamente efficiente è bene farla controllare periodicamente, solitamente lo si fa una volta all'anno. Verranno scongiurati malfunzionamenti e sarà garantito, nel contempo, il massimo livello di efficienza. Nel corso dell'anno possono, ad ogni modo, sorgere dei piccoli problemi che è possibile risolvere da soli, semplicemente procedendo con piccole regolazioni. Nei vari passaggi che compongono la seguente guida vi sarà spiegato come aumentare la pressione della caldaia, un'operazione molto facile da portare a termine.

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Occorrente

  • Caldaia
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Innanzitutto è bene sottolineare che il livello ottimale della pressione in una caldaia, a freddo, è quello compreso tra 1 e 1,5 bar. Nel caso in cui la pressione scende al di sotto di 1 bar, il rischio principale è costituito dal blocco completo dell'impianto, che rende impossibile sia usufruire dei termosifoni che dell'acqua calda. Il livello indicato precedentemente consente alla caldaia di raggiungere massimo i 2 bar nella fase attiva. La prima cosa da fare per aumentare la pressione della caldaia è quella di osservare con attenzione il pressostato, per verificare l'esatto livello della pressione.

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Successivamente cercate la valvola, situata sul fondo della caldaia stessa; quest'ultima possiede la forma di un rubinetto e deve essere aperta con estrema cautela, in modo da evitare la formazione di bolle d'aria. Se al termine dell'operazione vi accorgete di aver portato la pressione ad un livello eccessivamente alto, potete tranquillamente intervenire sul tubo di sfogo, presente anch'esso sul fondo della caldaia. Questo può certamente essere dotato di una valvola oppure è rappresentato da un tubo tagliato e aperto.

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Un'altra soluzione per abbassare la pressione portata ad un livello troppo alto consiste nell'intervenire direttamente sui termosifoni facendoli sfiatare, agendo su quello che si trova nel punto più lontano dalla caldaia, eventualmente facendo uscire anche poca acqua. Una volta terminato l'intervento, per verificare il corretto funzionamento della caldaia è sufficiente aprire un rubinetto dell'acqua calda. Nel caso in cui, nonostante l'intervento effettuato, la caldaia non sia in grado di riscaldare l'acqua oppure quando il medesimo problema si ripresenti nel giro di pochi giorni, è opportuno rivolgersi al personale specializzato perché molto probabilmente sarà necessario sostituire un pezzo usurato o difettoso. Buon lavoro.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Una volta terminato l'intervento, per verificare il corretto funzionamento della caldaia è sufficiente aprire un rubinetto dell'acqua calda.
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