Come coltivare e mantenere la pianta del mandarino

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Quella del pollice verde può essere considerata come una naturale attitudine dell'uomo nei confronti della coltivazione. Ovviamente la passione per il mondo della flora non basta per ottenere delle coltivazioni rigogliose. Occorre anche possedere le giuste conoscenze specifiche per avere dei risultati ottimali. In questa guida avremo l'opportunità di vedere come coltivare una pianta che offre dei frutti tipici del mediterraneo. Infatti vedremo come coltivare in maniera efficace e mantenere al meglio la pianta del mandarino. Prima di procedere consiglio vivamente di seguire accuratamente i passaggi di questa guida.

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Valutare il problema del clima

Valutiamo innanzitutto il problema del clima. Il mandarino possiamo ritenerla a tutti gli effetti una pianta tropicale, pertanto gli occorre un clima fondamentalmente caldo, con una buona umidità, ed inverni non particolarmente rigidi. Inoltre è una specie vegetale che teme moltissimo le escursioni tra notte e giorno. In genere vegeta tra i tredici e i trenta gradi centigradi, dunque temperature al disotto dello zero e superiori ai quaranta causano forti traumi alla specie. Anche il vento può provocare ingenti danni alla coltura. È una pianta che desidera particolarmente l'acqua, quindi questa non deve mancare mai, soprattutto nei primi periodi di vita. Va piantata in un terreno non eccessivamente chiuso ed argilloso, bensì sciolto e drenato, con un ph relativamente neutro e, aspetto fondamentale, ricco di humus.

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Piantare il mandarino in primavera

Il momento migliore per piantare il mandarino è in primavera. Il periodo infatti deve essere scelto in modo tale che il pericolo gelate notturne sia ormai nullo. Prima di eseguire tale operazione, occorre preparare accuratamente il terreno impiegando dei concimi idonei. Anche i diserbanti devono essere mediamente utilizzati. Le erbe infestanti infatti sono responsabili della cosiddetta competizione idrica, ovvero sottraggono acqua destinata alla nostra pianta causandone rapidamente il depauperamento.

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Stare attenti ai parassiti di natura animale e vegetale

Infine dedichiamo quest'ultima parte ai parassiti, sia di natura animale che vegetale. Tra i primi possiamo citare il cosiddetto Mal secco, il cancro gommoso e la carie del legno, i quali rappresentano la maggior fonte vegetale di attacco alla pianta. Tra quelli animali invece possiamo citare le pericolose cocciniglie, gli afidi e le mosche e, per ultimo ma non per ordine di importanza, gli acari. A questo punto non mi rimane altro che augurarvi una buona coltivazione.

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