Come coltivare il cocomero

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il cocomero, che comunemente viene anche chiamato anguria, è una pianta annuale a ciclo primaverile-estivo, coltivata in gran parte d'Italia. Il frutto è di forma sferoidale, oppure ovale, più o meno allungata, presenta un buccia liscia, dal colore che vira dal verde chiaro al verde scuro, che può essere uniforme, marezzato o striato. Attraverso i passaggi successivi di questa guida ci occuperemo di spiegarvi come coltivare il cocomero e quali sono le tecniche colturali. Sappiate sin da subito che non sarà un'impresa estremamente facile, a meno di non possediate la giusta e necessaria esperienza sul campo e, cosa non di poco conto, il giusto ambiente nel quale coltivare questo frutto. Sarà proprio l'ambiente, infatti, l'elemento fondamentale, che deve avere determinate caratteristiche climatiche per far sì che la coltivazione possa andare a buon fine.

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Occorrente

Assicurati di avere a portata di mano:
  • 4- 5 semi di cocomero per buca
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Innanzitutto bisogna dire che il cocomero esige un ambiente climatico temperato, caldo, e deve essere coltivato in terreni privi di umidità, sciolti o di medio impasto, profondi, opportunamente concimati con letame (300-400 quintali per ettaro) e concimi minerali (40-60 Kg per ettaro di azoto, 80-100 di solfato di potassio e 80-100 di ossido di potassio). Bisogna, inoltre, tenere presente che le precipitazioni che si verificano durante la maturazione dei frutti, purtroppo, rendono la polpa di scarso tenore zuccherino, quindi è sempre preferibile coltivare il cocomero in zone poco o per nulla piovose, in maniera tale da riuscire a ottenere un frutto dolce.

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La semina va eseguita in campo a postarella, a 1,50 x 1,50 m, impiegando 4-5 semi per buchetta; dentro le buchette può essere interrato del letame ben maturo o un altro tipo di concime organico. Dopo la nascita le pianticelle dovranno essere diradate, lasciandone 1 o 2 per buchetta. Seguirà la cimatura a tre foglie quando le piante sono alla quinta o sesta foglia. I tre germogli derivanti dalle gemme ascellari dovranno essere a loro volta concimati in modo tale da provocare l'emissione di ramificazione di terzo ordine (catene) sulle quali si andranno poi a formare i frutti. Se questi sono troppo numerosi si renderà opportuno diradarli, lasciandone 3-4 per pianta.

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Negli ambienti eccessivamente secchi è necessario irrigare durante la prima fase di sviluppo delle piante. Nelle zone in cui non si irriga è bene eseguire 2 o 3 sarchiature. Durante la fase di ingrossamento i frutti vengono spostati dalla primitiva posizione e rivoltati anche più volte, in maniera tale da favorire la regolarità della forma e della maturazione. Per giudicare se il frutto è maturo è necessaria una certa pratica: ci si deve basare, infatti, sulla sonorità del peponide alla percossa con le nocche delle dita, o su altre osservazioni, come la scomparsa della pruina della scorza o la presenza del viticcio essiccato vicino al peduncolo.

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Queste che vi abbiamo illustrato sono solamente le guide linea essenziali per ottenere una coltura del cocomero soddisfacente e abbastanza produttiva. L'esperienza e le capacità di coltivazione naturalmente saranno sicuramente necessarie e permetteranno di ottenere dei risultati migliori, quindi un frutto ben cresciuto e particolarmente dolce di sapore. Ad ogni modo, se siete alle prime armi, non preoccupatevi: c'è sempre una prima volta per dare inizio a nuove esperienze!

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • La produzione per ettaro oscilla sui 400-500 quintali.
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