Come coltivare il mirto

Difficoltà: facile
Come coltivare il mirto
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Introduzione

Il mirto è una tipica pianta mediterranea, che cresce spontanea in Italia ed in particolare in Sardegna e Sicilia. Durante il periodo di crescita, assume forme arboree ed un'altezza fino a 7 metri. Si tratta di una pianta molto richiesta per il suo legno duro, e si moltiplica a mezzo di talea. Vediamo allora nel dettaglio, come coltivare il mirto.

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La coltivazione del mirto può avvenire sia nel terrapieno che in vasi o cassette, ed è molto apprezzato anche per i suoi fiori, dal gradevole profumo aromatico e dal colore che si presenta bianco con bacche nero-bluastre.

Come coltivare il mirto
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Per la coltivazione è necessario utilizzare un terreno siliceo, misto con terriccio di foglie, e l'esposizione ideale è in climi temperati, preferibilmente al sole. La coltivazione del mirto (da aprile a maggio) in particolare della specie più comune che è denominata in botanica Myrtus communis, consente di moltiplicarlo a mezzo di talea staccata dai rami semi maturi, che vanno poi messi in cassette, con terriccio fertile e leggero, oppure mediante i giovani polloni, tolti dalle piante adulte all'inizio della primavera. Le foglie del mirto, si presentano di forma lanceolata, ed hanno un bel colore intenso, oltre ad emanare un gradevole aroma, che consente di realizzare tisane e liquori gustosissimi. Per quanto riguarda la manutenzione, il mirto richiede innaffiature frequenti, e continuamente il terriccio deve essere arricchito di torba o foglie essiccate, per garantire sempre un ottimo drenaggio, essenziale per far sopravvivere bene le radici ed evitando che possano facilmente marcire.

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Le varietà di mirto conosciute, sono anche altre e tra queste, va citato il Myrtus acmenoides originario dell'Australia, che concentra i suoi profumi principalmente nelle foglie, e cresce spontaneo nei terreni paludosi. Abbiamo parlato di questo esemplare, in quanto dalle sue foglie si ricavano preziosi concimi, sotto forma liquida; infatti, opportunamente schiacciate consentono di ricavare un succo, che diluito con acqua soprattutto in primavera, va aggiunto al terriccio durante la sarchiatura. Le foglie da cui si ottiene il liquido fertilizzante messe a macerare, sono anch'esse utili come concime, da mescolare a torba e foglie secche, per aumentare il potere drenante del terreno in cui si coltiva il mirto, arricchendolo anche di sostanze fondamentali per la sua rigogliosa fioritura.

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