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Come drenare il terreno

Di:
tramite: O2O
Difficoltà: difficile

Introduzione

Chi possiede un giardino sa bene come sia importante mantenere il terreno nelle corrette condizioni per la crescita di piante. Lo scopo di questa guida verte proprio su questo aspetto importantissimo per chi ama coltivare. Vedremo più nelle specifico come drenare in maniera efficace e semplice il terreno.

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La terra è come una spugna, assorbe l'acqua fino a riempire tutti gli spazi di aria esistenti tra le varie particelle che costituiscono il suolo. Quando non riesce più a contenerla, questa viene smaltita, per effetto della gravità, nel sottosuolo oppure ristagna in superficie. La capacità di drenaggio della terra può essere intensificata in diverse maniere.
Prima di tutto fate attenzione al colore del terreno: se una parte di terreno appena solcato è marrone non ci sono problemi, e quindi non bisogna intervenire; se invece è di colore grigio scuro o con chiazze nere significa che l'acqua non riesce a filtrare regolarmente e quindi bisogna agire.

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Quando si lavora un lotto, che sia piccolo o grande, per perfezionare le proprietà drenanti, si possono aggiungere sostanze organiche come letame, compost, torba o materiali granulari come la sabbia di fiume. In seguito bisogna cercare di evitare che si creino delle aree in cui si accumuli acqua, pareggiando o riempiendo eventuali buche e pozze, rendendo la zona pendente in modo che possa facilitare il flusso esterno dell'acqua in eccedenza. All'opposto un terreno appianato radunerà più acqua e drenerà di meno. Ma vediamo nel dettaglio come fare.

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Avete bisogno di: tubi per il drenaggio, collettori, raccordi, livella, cordicelle, vanga, cariola, metro, ciottoli, ghiaia, sabbia, e un pozzetto. Per prima cosa appoggiate sul terreno le cordicelle e scavate, aiutandovi con una pala e una cariola, dei canali lunghi 50 cm e larghi 30 cm. Appurate con la livella che sia perlomeno del 2% di pendenza. Distribuite ciottoli e ghiaia sul fondo del traforo fino a creare una superficie di circa 10 cm. Adagiate i tubi per il drenaggio e congiungeteli con i raccordi ai collettori. La distanza del collettore va stabilita a seconda del tipo di terreno: se il terreno è sabbioso dovrà essere di 15 metri, se è argilloso, dovrà essere perlopiù di 5 metri. La profondità, invece, è di 50 cm ed è uguale per tutti i terreni. I collettori si andranno poi a connettere con i pozzetti. Per facilitare l'assorbimento dell'acqua rivestite il sistema di drenaggio con materiale sempre più sottile: 20 cm di ciottoli, 20 cm di sabbia, e infine la terra fertile.

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Come Migliorare la qualità del terreno di un Orto In Terra

tramite: O2O
Difficoltà: facile

Introduzione

Per realizzare un orto partendo da un terreno incolto è necessario valutare se sia adatto alla coltivazione. Esistono terreni apparentemente idonei a colture che in realtà celano carenze non valutabili ad occhio nudo: rientrano in questa categoria i suoli eccessivamente acidi, calcarei oppure argillosi che, alla prova dei fatti, danno sempre risultati negativi. Con questa guida si può imparare a valutare le caratteristiche fisiche e chimiche per migliorare la qualità della terra che dovrà ospitare il proprio orto.

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Occorrente

  • terreno, contenitori, cartina tornasole
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Il terreno può presentarsi sassoso composto da ciottoli, ghiaia e materiali inerti in genere. Questi terreni lasciano filtrare e sgrondare l'acqua e presentano un'incoerenza del suolo, le piante avranno difficoltà a trovare acqua e nutrimento sufficiente, minando la germinazione dei semi. Un altro tipo può essere sabbioso, composto da sabbia, grossa o fine; questi terreni trattengono poca acqua, tuttavia si possono lavorare con maggiore facilità e arricchiti di humus, garantiscono il successo delle coltivazioni.

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Altra tipologia è l'argilloso: prevalgono le particelle di diametro piccolissimo e a causa di una notevole coesione tra loro sono difficili da lavorare ed impediscono il drenaggio dell'acqua e l'ossigenazione del terreno, il tutto a discapito delle radici delle piante. Infine abbiamo il terreno di medio impasto composto da pietre, sabbia, argilla e sostanze colloidali derivate dalla demolizione di sostanza organica presenti in giuste proporzioni. Questo è il terreno più adatto alla coltivazione: si lavora facilmente e drena in giusta misura l'acqua trattenendone la quantità necessaria alla vita della pianta.

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Per capire che tipo di terreno che si possiede basterà prenderne una manciata in mano: se aprendola rimarrà plasmata in modo definito la forma delle dita, il terreno è ARGILLOSO. Se, al contrario, la manciata di terreno si sbriciola nel palmo, si tratta di un terreno SABBIOSO. Il terreno GHIAIOSO si sgretolerà ma in porzioni più voluminose, infine se stringendo il pugno si avverte che la piccola quantità di terra è elastica è senza dubbio un terreno di MEDIO IMPASTO. Un'altra prova facile che si può effettuare consiste nel prelevare alcune cucchiaiate di terra dallo strato superficiale del suolo e con questa riempire, per circa 1/4, un contenitore di vetro. Dopo averlo riempito con acqua, bisogna agitare in maniera energica e lasciare depositare. Sabbia e particelle grossolane depositeranno subito; dopo un breve periodo di riposo seguiranno gli elementi più minuti e per ultima si depositerà l'argilla.

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Per migliorare la qualità e produttività del terreno, se non è del tipo di medio impasto, bisogna adoperarsi per farlo diventare tale. Occorrerà apportare sostanza organica (letame, composti, etc...) per migliorare sensibilmente la struttura e favorire il drenaggio dell'acqua. Aggiungendo della sabbia le parti grossolane si uniranno e quelle più piccole di limo e argilla, rendendo equilibrata la composizione. Se il terreno risulta ancora troppo sciolto si potrà aggiungere dell'argilla per renderlo più compatto.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Svolgere questa operazione nei periodi meno caldii
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Come lavorare il terreno

tramite: O2O
Difficoltà: media

Introduzione

Come saprete, il terreno prima di poter essere utilizzato per qualsivoglia coltivazione, ha bisogno di essere lavorato e preparato per accogliere semi o piante. L'obiettivo di questa guida sarà quello di illustrarvi i principali sistemi di lavorazione che renderanno coltivabile e più fertile la vostra terra. Vediamo insieme come lavorare il terreno e renderlo pronto ad ospitare il nostro orticello o il nostro giardino.

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Occorrente

  • Motozappa
  • Vanga
  • Rastrello o piccone
  • Concime
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Sicuramente, il tipo di lavorazione più utilizzato è lo scasso: esso consiste nello smuovere la terra di almeno 40 cm fino ad arrivare al metro. È fondamentale, durante questa operazione, che ripuliate il terreno da radici e sassi che altrimenti potrebbero rallentare il lavoro o danneggiare le attrezzature, sopratutto se utilizzate una motozappa. La tecnica dello scasso del terreno è utile per mescolare un terreno che non viene utilizzato da molto tempo, e rende più facile la diffusione del concime e dell'acqua. Se il vostro terreno non è stato troppo trascurato, potrete limitarvi alla vangatura, utilizzando appunto la vanga come attrezzo base: in questo caso dovrete smuovere la terra solo per i primi 30-40 cm superficiali, eliminando rocce, sassi e radici che possono danneggiare l'attrezzatura.

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Nella fase di vangatura potrete eliminare anche le erbe infestanti, che toglierebbero spazio e nutrimenti alle eventuali colture che vorrete utilizzare, inoltre potrete apportare al terreno i correttivi necessari per renderlo idoneo alla coltivazione, aggiungendo per esempio della sabbia se questo risulta essere troppo argilloso. Ricordate che tutto può essere riutilizzato, quindi i sassi che avete tolto in precedenza potranno tornarvi utili per delimitare il vostro orticello. Alla fase di vangatura dovete far seguire quella di fresatura, nella quale, utilizzando un piccone o un rastrello, dovrete ridurre in pezzi più piccoli le zolle che si vengono a formare dopo il lavoro con la vanga.

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Importante, per non rendere vani gli sforzi profusi con i lavori precedenti, è l'utilizzo del concime: dovrete preferire quello equino o quello bovino, ma potrete anche optare sulla scelta del compost, che potrete anche auto-produrre con la raccolta differenziata in casa, riducendo notevolmente i costi. Una volta concimato, per evitare che il concime rimanga sopra la terra e quindi perda di efficacia, sempre con il rastrello, mescolate il terreno che sarà diventato friabile dopo tutto il lavoro che avrete svolto. Innaffiate e lasciate riposare per qualche giorno prima di scegliere la coltivazione più adatta per voi.

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Come rastrellare un terreno

tramite: O2O
Difficoltà: media

Introduzione

Prendersi cura del proprio prato, è molto importante se si vuole avere un giardino florido, specialmente nei mesi estivi. Infatti, lo strato di detriti, foglie e sporcizia che si forma col passare dei mesi, potrebbe bloccare il passaggio di sali minerali e di acqua all'erba o alle piante. Occuparsi del terreno nella maniera corretta, permette di risolvere questi problemi sia in fase di manutenzione del giardino, che nel caso in cui vogliate piantare qualcosa di nuovo. A tal proposito, nella seguente guida, attraverso alcuni semplici ed utili consigli, vi illustrerò come rastrellare un terreno. Vediamo quindi come procedere.

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Occorrente

  • Un rastrello
  • Una buona forza nelle braccia
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Innanzitutto, la prima cosa da fare è scegliere il rastrello adatto al vostro scopo. Ne esistono, infatti, diversi tipi: quelli in legno, che vengono utilizzati dagli esperti di giardinaggio in quanto sono abbastanza delicati, e quelli in plastica, che sono controindicati su terreni particolarmente duri, ma sono comunque ottimi per ripulire le aiuole e sono molto pratici da lavare ed utilizzare. Un buon compromesso è rappresentato dai rastrelli in metallo, in quanto si adattano a diversi tipi di terreno e sono comodi da utilizzare come quelli in plastica. Successivamente, se il feltro (lo strato che andrete ad eliminare) dovesse essere troppo spesso, dovrete scegliere un rastrello a denti molto stretti, in modo da poter esercitare una forza maggiore.

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I rastrelli possono essere reperiti facilmente sia online che nei negozi di articoli da giardinaggio. Inoltre, considerate che l'utilizzo del rastrello è sconsigliato su superfici di grande dimensione, in quanto l'operazione risulterebbe eccessivamente lunga e stancante. Rastrellare un terreno è più facile di quanto possiate immaginare. Basterà impugnare lo strumento, poggiarne l'estremità al suolo, ed iniziare a tirare dando dei piccoli colpetti. È molto importante non fare movimenti asimmetrici e cercare di muoversi quanto più possibile seguendo una linea retta.

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Ultimata una striscia di terreno, non dovrete fare altro che passare alla successiva, utilizzando sempre la stessa tecnica. Fate attenzione, però, a non assumere una postura scomposta durante l'operazione, perché potreste rischiare di farvi male o di procurarvi dolori alla schiena. Finita la rastrellatura, nel caso steste lavorando ad un giardino, sarà necessario rimuovere il feltro risalito in superficie: è molto importante farlo con cura, in modo che il vostro prato possa continuare a fiorire in maniera rigogliosa. Buon lavoro!

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Prendetevi cura spesso del vostro terreno!
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