Come potare un albero di pero

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'albero pero si presenta come una pianta a foglia caduca, del genere Pyrus. Non è chiara l'origine di questa pianta, ma è certa in natura la presenza di due diverse specie (a seconda della zona di provenienza). Quelle orientali, in particolare, sono molto resistenti e in Cina si presentano anche in una variante sempreverde. Nel nostro continente, invece, in generale il pero riesce ad adattarsi a molti tipi di terreno, ma dà i frutti migliori in zone molto fertili, poco calcaree e abbondantemente irrigate. Per dare al pero la forma voluta e per controllarne poi la produzione, è fondamentale intervenire con l'opera di potatura, la quale deve rispettare determinati standard e requisiti. In questa breve guida illustrerò dettagliatamente come potare un albero di pero in pochi e semplici passi, perciò suggerisco di continuare a leggere questo breve articolo per scoprire come fare. Attenzione: questa è una guida redatta a solo scopo informativo, pertanto non mi assumo alcuna responsabilità dell'uso che se ne farà.

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Eseguire la potatura di allevamento

Nei primi di anni di vita della pianta, la potatura serve a conferire alla pianta stessa la forma che dovrà mantenere nel corso della sua vita, non a caso l'operazione compiuta prende il nome di "potatura di allevamento". La forma più comune è quella a palmetta regolare, che consente alla pianta di allargarsi senza però alzarsi troppo (in questo modo sarà agevole raccogliere i frutti). Per favorire questo tipo di forma si deve costruire un'impalcatura a circa 60 centimetri da terra, alla quale se ne aggiungerà un'altra laterale durante il secondo anno. È fondamentale individuare nella pianta i germogli principali, quelli che assicureranno produzione e robustezza alla pianta, eliminando da subito rami o rametti che risultano più deboli.

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Effettuare la potatura di produzione

Diversi appaiono invece modalità e requisiti della potatura di produzione. In questo caso sarà fondamentale seguire un determinato schema che dovrà adattarsi alla velocità di crescita della pianta stessa. Sarà necessario infatti diradare ed eliminare i rami presenti sul legno vecchio, in favore di quelli di 80 centimetri circa che si trovano invece vicino al tronco. Sono proprio questi infatti che, ricevendo maggiore linfa, garantendo una maggiore fruttificazione e rendendo perciò più "proficua" la pianta.

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Procedere alla potatura di ritorno

Quando la pianta raggiunge i due anni di età sarà necessario procedere alla potatura di ritorno. Essa di fatto agevolerà all'apice la formazione della lamburda fruttifera. Sulle piante di tre anni, invece, sarà necessario accorciare le cime, così da consentire un rinnovo vegetativo e una rinnovata produzione. Arrivati al quarto anno si potrà procedere all'asportazione totale dei rami più vecchi (è bene, infatti, puntare sui rami più giovani e pieni di linfa). Questa considerazione sarà alla base di tutte le potature della pianta anche per gli anni a venire.

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