Come rimettere a nuovo il ferro arruginito

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il ferro, come l'acciaio e la ghisa, è un materiale che, specialmente se esposto ad acqua o ad ossigeno, va incontro ad un processo di ossidazione. Il risultato di questo processo corrosivo è la formazione di quel composto rossiccio dall'aspetto sgradevole che comunemente chiamiamo ruggine. La ruggine non solo intacca la lucentezza del metallo, ma lo corrode in profondità, mettendone a rischio la stabilità e la solidità.
È quindi molto importante intervenire tempestivamente con una manutenzione adeguata per arrestare questo processo, prima che causi danni importanti e irreversibili ai nostri oggetti in metallo.
In questa guida vedremo come è possibile trattare il ferro arruginito da rimettere a nuovo per riportarlo all'antico splendore!

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Occorrente

  • Guanti e mascherina protettiva
  • Carta vetrata
  • Cloruro stannoso oppure soluzione di sale e limone
  • Pennelli
  • Antiruggine
  • Convertiruggine
  • Smalto o vernice
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Innanzitutto è necessario asportare completamente lo strato di ferro ossidato. Per fare questo, sarà preferibile utilizzare strumenti differenti a seconda della quantità di ruggine presente e dell'ampiezza della superficie da trattare.
Se si stanno trattando piccoli oggetti, come utensili da lavoro o suppellettili, è sufficiente munirsi di comune carta vetrata, preferibilmente a grana grossa, per effettuare una carteggiatura. L'inconveniente di questo metodo, altrimenti pratico e veloce, consiste nel rischio di segnare il ferro e inciderlo con rigature poco estetiche.
Una soluzione alternativa per ovviare a questo problema, è l'utilizzo di preparati chimici specifici, come ad esempio il cloruro stannoso, reperibile presso il proprio ferramenta di fiducia. Il cloruro stannoso è un composto chimico da diluire in acqua tiepida, in cui poi immergere gli utensili da pulire. Essi andranno lasciati in immersione per circa 15 minuti, dopodichè si procederà a rimuovere i depositi di ruggine con un pennello. Va precisato che il cloruro stannoso è un composto molto irritante, perciò si consiglia di indossare guanti e mascherina durante l'operazione.
Per chi preferisse una soluzione più naturale e meno nociva, si possono raggiungere dei buoni risultati mescolando succo di limone con sale fino, e procedendo a strofinare il composto su tutta la superficie da smacchiare. Il composto agisce in circa mezz'ora, dopodichè è possibile risciacquare e rimuovere gli eventuali depositi con un pennello.
Naturalmente, per intervenire su superfici più ampie come cancelli o ringhiere, i metodi descritti precedentemente non sono attuabili. Bisogna perciò effettuare un'azione abrasiva manuale. Spesso la carta vetrata non è sufficiente, ed è necessario servirsi di un trapano dotato di una spazzola metallica rotante, la quale non solo velocizzerà il lavoro, ma non causerà danni estetici, lasciando la superficie trattata liscia e lucida.

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Una volta ripulito il ferro dalla ruggine, è necessario preservarlo da un successivo attacco scegliendo un buon prodotto antiruggine.
Un tempo si utilizzava il minio (ossido di piombo), ma la sua tossicità ne ha preclusa la distribuzione. Oggi il mercato offre una vasta gamma di primer antiruggine a base acquosa, di facile applicazione e veloce essiccazione. Sono prodotti a base di resine sintetiche, i quali creano uno strato isolante e protettivo sul ferro nudo, che potrà poi essere verniciato con pitture o smalti appositi.
Prima di applicare l'antiruggine è possibile passare una mano di convertiruggine, prodotto in grado di trasformare la ruggine in un complesso stabile, impermeabile all'umidità e resistente all'azione degli agenti atmosferici. Tuttavia esistono in commercio primer che assolvono ad entrambe le funzioni sopracitate, riducendo così i tempi di intervento.

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È possibile ora iniziare la verniciatura definitiva del ferro ripulito.
La finitura può essere effettuata con pennello oppure con pistole a spruzzo per verniciatura spray: in entrambi i casi bisognerà proteggere il pavimento sottostante con giornali o con comuni teli in plastica ed indossare dei guanti protettivi.
Gli smalti utilizzati potranno essere acrilici, versatili e di facile impiego, oppure sintetici, dotati di un'ottima capacità coprente e di una particolare brillantezza.
Sono disponibili anche smalti ferromicacei nel caso si volesse ottenere un effetto anticato.
È consigliabile stendere una seconda mano di verniciatura a distanza di almeno 24 ore dalla prima, o comunque una volta che la prima mano risulti perfettamente asciutta.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Proteggere sempre adeguatamente mani e viso durante le operazioni di pulitura e verniciatura del ferro

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