Come strutturare un impianto elettrico domestico

di Angelo Santoro difficoltà: difficile

come strutturare un impianto elettrico domestico Ogni abitazione domestica è dotata di un impianto elettrico, un insieme di apparecchiature collegate ad un contatore, che permettono di fornire elettricità in ogni ambiente della casa. Strutturare un impianto elettrico domestico non è difficile, ma è necessario per rendere il proprio appartamento abitabile e funzionale. In questa guida ti indicherò i passi necessari a strutturare un impianto elettrico domestico.

1 Prima cosa da fare è munirsi della planimetria della propria abitazione e studiare con attenzione il tipo di arredamento che desideriamo. Dobbiamo individuare i tipi di punto luce che vogliamo installare, che dipendono dagli elettrodomestici utilizzati e dalle funzioni di cui necessitiamo. In cucina, per esempio, serviranno tante prese: ogni elettrodomestico dovrà avere la sua, e sarà utile averne altre per ogni evenienza.

2 È necessario studiare con attenzione il tipo di presa che ci serve. In Italia utilizziamo la presa di tipo C (l'europea a due poli, conosciuta anche come eurospina), la presa di tipo F (la tedesca a due poli) e quella di tipo L, la più utilizzata attualmente, conosciuta come l'italiana a 3 poli. Ogni elettrodomestico necessita della sua presa, soprattutto in tempi di globalizzazione, in cui compriamo da ogni parte del globo.

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3 Fatto ciò, dobbiamo pensare a come strutturare l'impianto.  Ci sono due tipi che si differenziano solo per i costi e per l'estetica, ma che assolvono la stessa funzione.  Approfondimento Come progettare l'impianto elettrico (clicca qui) L'impianto incassato è sicuramente quello più costoso, ma ha il grande vantaggio di nascondere tutti i fili e i cavi.  È consigliabile pensarlo se state costruendo la vostra casa ex novo oppure se siete in fase di ristrutturazione.  Per una manutenzione improvvisa, o che coinvolge solo una parte della casa, consiglio l'impianto con canaline a vista: si vedranno i collegamenti, ma non saranno necessari interventi murari e il costo sarà notevolmente più basso.. 

4 In un impianto elettrico domestico c'è un punto di consegna della corrente, dove viene installato un contatore e un limitatore di corrente che serve ad impedire prelievi superiori a quelli stabiliti per contratto con l'ente erogatore. Questo interviene anche in caso di sovraccarico o di un cortocircuito. Sulla tavola del gruppo di misura ci sono i morsetti della fase del neutro, dai quali la corrente passa al quadro di distribuzione dell' utente, che deve avere, per legge, un interruttore generale, manuale o automatico, che consente di disinserire l'intero impianto in caso di necessità. L'interruttore generale è munito di un dispositivo di distribuzione, attraverso il quale la corrente viene inviata ai diversi circuiti della casa.

5 Ormai, tutti gli interruttori generali, almeno negli impianti recenti, hanno un dispositivo di sicurezza di tipo automatico. Contengono cioè, dei sensori magnetici e termici che, in caso di cortocircuito o di sovraccarico, fanno scattare l' interruttore e interrompono il passaggio di corrente, impedendo ai conduttori un surriscaldamento tale da poter provocare un incendio. Gli interruttori automatici dotati di alta sensibilità che intervengono anche su correnti minime si chiamano salvavita.

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