Macramè: tecniche di lavorazione base

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

I tessuti sui quali è più facile lavorare a macramè sono quelli realizzati in lino. Il macramè è un'arte molto antica praticata fin dal XII° secolo dagli Arabi. Per chi non ha una base di ricamo, è un po' difficile da svolgere ma si può benissimo imparare, basta un po' di buona volontà. La sua esecuzione consiste nell'annodare i fili, in modo da ottenere dei merletti ornamentali che serviranno ad impreziosire lenzuola e tovaglie. Per poter svolgere il lavoro, abbiamo bisogno di un piano d'appoggio resistente e in grado di garantire stabilità. Inoltre, l'imbottitura deve risultare solida, per potervi appuntare i fili necessari ad effettuare i vari intrecci. Nella presente guida verranno illustrate brevemente le principali tecniche di lavorazione base del macramè.

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Occorrente

  • Piano d'appoggio
  • filato di cotone numero 5
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Il nodo cordoncino

Una tecnica di lavorazione di base è quella che prevede il nodo cordoncino. Dopo aver doppiato i fili e averli inseriti tutti e 4 nel portanodi, sono sufficienti solamente due passaggi per ottenere il nodo. Prendiamo il primo filo con la mano destra e posizioniamolo a sinistra tenendolo perfettamente teso, quindi con la mano sinistra prendiamolo da sotto e, assieme al secondo filo che andrà avvolto al precedente una volta, chiudiamolo tirando verso sinistra. A questo punto, avvolgiamolo nuovamente e tiriamolo ancora verso sinistra, ottenendo un nodo cordoncino completo. Il secondo passaggio consiste nel prendere il primo filo, poi il terzo e avvolgerlo per due volte nell'altro: come risultato si avrà un secondo nodo cordoncino.

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Il nodo piatto

Per chi non ha pratica con il macramè il consiglio è quello di iniziare impiegando un filato di cotone numero 5. Iniziamo il lavoro appoggiando sopra ad un cuscino un filo che presenti una lunghezza doppia a quella del cuscino stesso, bloccandolo alle estremità di quest'ultimo con un paio di spilli. Questa tecnica consiste nell'effettuare lavori con il nodo piatto: cominciamo preparando 4 fili della lunghezza di circa 60 centimetri, doppiandoli tutti e quattro, quindi premiamo il primo dei 4 e annodiamolo "a cappio" sul filo portanodi. Proseguiamo allo stesso modo per gli altri 3 fili, poi prendiamo il primo filo a destra, passiamolo al di sotto dei 2 fili posti al centro e sopra all'ultimo.

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Conclusioni

Prendiamo il filo a sinistra e mettiamolo sopra a quelli posti al centro, poi dentro all'anello formatosi. Successivamente prendiamo il filo di sinistra, passiamolo sotto ai fili posti al centro e sopra al filo che si trova a destra: quest'ultimo andrà fatto passare sopra ai due centrali e all'interno dell'anello che si sarà formato. Stringiamo con le dita i fili al centro verso l'alto, ottenendo così il nodo piatto completo. Attraverso il nodo piatto, ripetendolo quante volte si vuole, è possibile ricavare moltissimi motivi.

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