Macramè: tecniche di lavorazione base

di Petardo Petardo difficoltà: media

Macramè: tecniche di lavorazione base   commons.wikimedia.org Letteralmente, “macramè” pare derivi dalle parole arabe “mahrana", che significa frangia e "rame” che significa nodo. L’unione di questi due termini ha generato la parola italiana che identifica l’arte di realizzare decorazioni e trame di tessuto attraverso fili sapientemente intrecciati e annodati. I fili da utilizzare, generalmente di tipo ritorto, possono essere di vari materiali e di vari diametri. Questa tecnica è molto antica. Risale, infatti, al XII secolo, è di origine araba ed è stata introdotta in Italia dai marinai che viaggiavano per quelle rotte. La maggiore diffusione si è avuta in Liguria e in Toscana, dove si sono perfezionati particolari metodi per realizzare manufatti, come ad esempio le frange degli asciugamani in lino, che hanno avuto molto successo, soprattutto nell’ottocento. Vedremo ora le tecniche di lavorazione di base per realizzare manufatti in macramè.

1 Macramè: tecniche di lavorazione base   commons.wikimedia.org Supponiamo di voler realizzare un prodotto in macramè come ad esempio un bracciale o una collana, non collegato quindi a un altro tessuto come invece nel caso delle frange degli asciugamani in lino visti precedentemente. Occorre innanzitutto un supporto che può essere un tombolo o un cuscino abbastanza consistente. Quindi si sceglierà il tipo di filo da utilizzare per il lavoro, che dovrà essere del diametro, del colore e del materiale più adatto allo scopo. Tendenzialmente, se il manufatto è di piccole dimensioni, sarà bene utilizzare fili di piccolo diametro, viceversa se le dimensioni del prodotto sono più grandi. Una volta stabilite le dimensioni (altezza e larghezza) si può determinate il numero e la lunghezza dei fili da utilizzare, che si taglieranno dalla matassa del filato. In particolare, la lunghezza deve essere tra le 7 e le 8 volte l’altezza del manufatto in macramè, mentre il loro numero è funzione della larghezza. Misurando quanti fili accostati ci stanno in 1 cm di larghezza, supponiamo 10, il loro numero sarà pari alla larghezza del manufatto moltiplicato per 10 diviso 2. Di solito il numero di fili per il macramè è di ordine pari.

2 Macramè: tecniche di lavorazione base   commons.wikimedia.org Il “diviso due” visto precedentemente è per tenere in conto del fatto che i fili di cui è composto il macramè sono piegati in 2, partendo dal top del lavoro, attorno al cosiddetto “filo porta nodi”, teso orizzontalmente e puntato con due spilli al tombolo. Il metodo più semplice per fare il primo nodo che fissa i vari fili al filo porta nodi, visibile nella figura accanto, consiste nel far passare il filo piegato in due attorno al filo porta nodi, infilando i due capi del filo stesso nell’asola che si forma. Una volta fissati tutti i fili al filo porta nodi si inizieranno ad annodare i fili stessi tra loro sia in verticale che in orizzontale in modo da formare le trame dal disegno voluto. Qui sicuramente non si può andare a casaccio ma occorre procedere in modo ordinato, puntando man mano il lavoro fatto al tombolo con degli spilli. I nodi da utilizzare per questa operazione possono essere di vari tipi, ma, naturalmente, per un singolo manufatto, sarà bene scegliere un numero limitato di tipi di nodi in modo da ottenere un prodotto ordinato. I tipi di nodi che si possono utilizzare sono almeno una decina, dal nodo semplice, al nodo piatto, ai vari nodi dai quali si ottengono cordoncini orizzontali, verticali o obliqui.

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3 Macramè: tecniche di lavorazione base   youtube.com Per effettuare più facilmente i nodi del macramè, è bene considerare l’utilizzo di attrezzi come l’uncinetto, e, per allineare bene le frange che poi si annoderanno, sono molto utili appositi pettini dai denti giustamente spaziati.  Ricordo di puntare spesso con degli spilli al tombolo o al cuscino il lavoro effettuare e mantenere la frangia ben pettinata perché la possibilità che si formi un’inestricabile “insalata” di nodi è piuttosto facile.  Approfondimento Come lavorare a Macramè (clicca qui) La parte finale del lavoro in macramè consiste generalmente nel cosiddetto “avvolgimento”.  Si prende la parte terminale dei fili in uno o più gruppi e si annoderanno con un filo supplementare attraverso un avvolgimento giustamente stretto e legato fermamente, del tipo illustrato qui accanto.  A questo punto si possono togliere gli spilli di fissaggio al tombolo e fissare il filo porta nodi per evitare che si sfilino tutti i fili annodati.  Naturalmente per ottenere un lavoro pregevole, sarà necessaria un po’ di pratica e di prove da effettuare con un numero limitato di fili.. 

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