Come coltivare con successo la valeriana

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Difficoltà: media
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Introduzione

La valeriana è una pianta erbacea a fiore che si presta a numerosi utilizzi ed è nota per le sue interessanti proprietà terapeutiche. Se ne possono individuare varietà tanto selezionate, quanto selvatiche (ugualmente commestibili), difatti è spesso presente nella nostra alimentazione nella varietà più nota come soncino. In questa variante, non raggiunge altezze notevoli, sfiorando i 30 centimetri nelle coltivazioni non destinate al consumo alimentare (nelle quali non supera i 10 centimetri), mentre può superare anche il metro in altre (Valeriana officinalis). Nonostante le sue diverse versioni, si presta a metodi di coltivazione pressoché univoci ed essendo una pianta rustica ed infestante, attecchisce bene sia in terreni adatti alla coltivazione che in quelli aridi. Risulta molto piacevole coltivare autonomamente le proprie piante di soncino, dal momento che queste sono molto delicate e subiscono rapidamente il processo di deterioramento, che le porta a perdere le proprietà nutrienti più preziose. Vediamo ora come coltivarle con successo!

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Partiamo col dire che i semi di valeriana comportano qualche complicanza: sono molto difficili da conservare e facilmente perdono la capacità di attecchire sul terreno. Quindi è consigliabile prediligere nell'acquisto dei semi che non siano più vecchi di un anno. In alternativa, si possono acquistare comodamente delle piantine presso un fioraio. Ricordate che la valeriana predilige luoghi umidi e freschi (ed è per questo che, quando selvaggia, cresce molto bene al limitare dei boschi).

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Per non rischiare di perdere tempo e denaro, la germogliazione dei semi può essere eseguita in casa, preparando un mix di terreno ricco. I semi andranno innaffiati poi con acqua tiepida e tenuti all'interno finché non avranno generato due gruppi di foglie larghe; a quel punto è possibile esporle al sole. La germogliazione solitamente richiede una settimana.

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A questo punto di può procedere con la semina, che va effettuata in un terreno preparato unicamente con del compost (preferibilmente quello nel quale siano state precedentemente coltivate delle patate). La semina può essere effettuata fra la primavera e l'autunno, ma se contate di crescere la vostra pianta seguendo i dogmi dell'agricoltura biologica, dovrete eseguirla fra agosto e settembre e febbraio e marzo, a scalare. Questo perché la vita utile della pianta tende ad estinguersi in massimo tre mesi!

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Eseguite la semina in file, distanziandole di circa 20 centimetri le une dalle altre, in tal modo potrete tenere d'occhio l'azione di eventuali infestanti, cui la valeriana va soggetta in particolar modo. Fate attenzione alla scelta del luogo nel quale collocare la vostra coltivazione, principalmente perché le vostre piantine dovranno essere difese dagli uccelli. A tal proposito, potrete coprirle con una rete.

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Per quanto riguarda la coltivazione, la valeriana è una pianta che sopporta meglio il freddo, rispetto al caldo, quindi sarà opportuno predisporre dei mezzi di difesa più nei mesi estivi che in quelli invernali (salvo che ci si trovi in zone esposte a temperature davvero troppo rigide). Per consentirne la crescita, la valeriana va sì esposta al sole, ma per un periodo di tempo che preferenzialmente non dovrebbe superare le 6 ore, consentendole di godere dell'ombra per il restante tempo. Da non sottovalutare poi, specie nei mesi estivi, è l'irrigazione, che deve essere abbondante se il terreno risulta asciutto.

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Dal momento che, come già sottolineato, il ciclo vitale della pianta è piuttosto breve, per cercare di prolungarne lo sviluppo, questa non va raccolta interamente, ma sarà meglio recidere le foglie alla base, lasciando le altre libere di crescere.

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Infine, la necessità di mantenere il terreno umido, potrebbe attirare un numero molto elevato di lumache, le peggiori nemiche della valeriana, oltre che favorire l'insorgere di muffe, ugualmente dannose. In tal proposito, si potrà correre ai ripari, prevedendo per le lumache delle piccole trappole a base di birra, interrate a filo del terreno, oppure recintare la coltivazione con apposite palizzate. Per le muffe la storia è un po' più complicata: in linea di massima sarebbe meglio evitare di infittire eccessivamente la coltivazione e, qualcosa ciò non fosse bastato, si potrebbe tentar con un macerato a base di ortica.

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