Come coltivare i peperoni nell'orto

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Siamo soliti catalogare i peperoni in base alla loro forma, in base al colore, nonché alla destinazione d'uso in cucina. Ricchissimi di carotenoidi e di vitamina C ma poco calorici, i peperoni sono un vero e proprio toccasana, ma, a differenza di quanto si creda, sono facilmente digeribili. L'unica necessità, è quella di una masticazione prolungata per favorirne sia la digestione e sia l'assimilazione. A tal proposito, nella seguente guida, troverete una serie di consigli su come coltivare correttamente i peperoni nell'orto di casa. Vediamo quindi come procedere.

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Occorrente

  • seme
  • concime
  • acqua
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Innanzitutto, va detto che se vivete in una zona dell'area meridionale dell'Italia, potrete coltivare il peperone per semina diretta, all'aperto, in un orto ben esposto al sole e soprattutto nel periodo che va da aprile a maggio. La profondità del seme, dovrà essere di circa 1 o 2 cm. Se, al contrario, vivete in una zona centro-settentrionale, è preferibile che voi intraprendiate una semina in un semenzaio riscaldato, a spaglio o a file ravvicinate (circa 5 cm). Nell'uno e l'altro caso, una volta che le piantine avranno emesso la quinta foglia, dovrete procedere al trapianto e/o al diradamento. È fondamentale per una crescita sana e rigogliosa, rispettare una distanza d'impianto che prevede 60 cm tra le file e almeno 40 sulla stessa fila.

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Per quanto riguarda la concimazione, è consigliato l'uso di concime di tipo letamico; ottimo sarebbe quello di cavallo, ma c'è la possibilità di impiegare anche altre tipologie come quello di ovino o bovino, purché sia interrato ad una profondità di 30 cm. La concimazione, ovviamente, dovrà essere svolta nel periodo precedente alla semina, quando cioè dovrete approntarne il letto. Inoltre, non trascurate tutte le successive cure colturali. Per cure colturali, si intendono soprattutto le irrigazioni che non devono essere eccessivamente abbondanti o frequenti ma costanti.

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Successivamente, un passo importante, è quello di eliminare le erbe infestanti che riempiranno la zona attorno alla piantina, sottraendone nutrimento. Le frequenti zappature hanno l'obiettivo di conservare il potenziale idrico del terreno. Una volta che la piantina è attecchita, dovrete mettere in conto anche un procedimento chiamato rincalzatura, ovvero riportare la terra alla base delle piante, in modo da coprirne le radici. Se a tempo debito noterete un'eccessiva fioritura, dovrete procedere ad una limitata soppressione dei fiori, in modo da favorire l'ingrossamento delle bacche.

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