Come Coltivare Il Farro

Tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il farro è uno dei cereali più diffusi, e per coltivarlo si adottano tecniche molto semplici e senza l'uso di particolari macchinari. A livello industriale è necessario un aratro, ma per la coltivazione in un fazzoletto di terra dell'orto di casa, basta un semplice rastrello. In questa guida a tale proposito, ci sono alcune nozioni di base che ci illustrano come coltivare il farro.

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I romani, erano solo alcuni fra i numerosi popoli che lo conoscevano, lo sfruttavano (poiché il farro cresce praticamente dappertutto), utilizzandolo in diverse maniere. Per introdurre la coltivazione del farro, partiamo dunque dalla semina che avviene nel periodo autunnale, o comunque a stagione calda conclusa, per consentire in questo modo alla pianta uno sviluppo corretto.

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Una buona notizia è inoltre che il farro non ha alcuna necessità di terreni particolarmente ricchi o nutrienti, e neppure di fertilizzanti artificiali, anzi sostanzialmente è proprio sconsigliato l'utilizzo, se non in minime dosi. Tra questi l'unico è l'azoto, specie se il terreno del nostro orto è decisamente molto povero. La preparazione del terreno è dunque la base fondamentale per ottimizzare il risultato dal punto di vista del raccolto, per cui è importante l’aratura utilizzando in questo caso un rastrello, dopodichè il letto per la semina viene cosparso di un abbondante strato superficiale di terreno grossolano, che funge da protezione a quello sottostante. In questo modo, si favorisce il drenaggio dell'acqua che viene rilasciata lentamente nel sottosuolo, per evitare di far marcire l'apparato radicale.

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Il farro dopo la semina, cresce almeno in fase iniziale molto rapidamente. Questo rappresenta una particolare caratteristica dello stato di salute del cerale che non necessita di alcun trattamento chimico, per evitare la formazione di erbacce infestanti. Per quanto riguarda invece la raccolta, il farro impiega un po' più tempo rispetto agli altri cereali per lo sviluppo, e la trebbiatura è l'operazione fondamentale che va effettuata nel periodo estivo inoltrato, ovvero nei mesi di luglio o agosto. Un ettaro coltivato con un centinaio di chilogrammi di semi di farro, può arrivare a produrre in media fra i quindici e i venticinque quintali, quindi decisamente tanti, tenendo conto che in pochi metri quadrati, riusciamo ad ottenerli. Dopo la trebbiatura, per utilizzarlo ed essiccarlo, bisogna setacciarlo, e in tal caso basta rivolgersi ad un'azienda agricola che con circa 50 centesimi di euro a quintale, lo ripulisce e lo rende ideale per la conservazione nel periodo invernale.

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