Come coltivare il melo e il pero

Tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il pero e il melo sono due alberi in grado di produrre dei frutti davvero squisiti, decorativi, ricchi di vitamine e di sali minerali. Si tratta di piante antichissime che, nei tempi passati, colmavano solamente le terre tra la Turchia e Russia e quelle sud-orientali dell'Asia. Successivamente, grazie l'emigrazione della popolazione asiatica, furono preparati altri territori, come quelli europei, per poter diffondere la loro crescita. Entrambi gli alberi presentavano delle caratteristiche molto simili a quelle attuali, anche per quanto concerne la coltivazione. Tramite i passaggi successivi di questa guida andremo a spiegare come coltivare quello che nell'Europa medievale generava alimenti che potevano gustare i soli nobili o coloro che vivevano in convento e che, attualmente, invece rappresentano cibi appetitosi, sempre presenti nelle tavole di tutti.

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Occorrente

  • alberelli di pero e/o di melo con apparato radicale
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Innanzitutto è bene sapere che in passato tali alberi si originavano spontaneamente tramite i semi che gli uomini e gli animali gettavano nei campi, dopo aver mangiato i relativi frutti. In seguito i semi cominciarono a essere gettati nei i diversi apprezzamenti, e si ritenne pertanto necessario consideralo non più un fattore selvatico, bensì un qualcosa di mirato alla produzione dei frutti. Si cominciò, quindi, ad utilizzare delle strategie, delle tecniche di coltivazione, seguendo situazioni climatiche ed ambientali ottimali per favorirne lo sviluppo. Fu lodevole la procedura dell’innesto, che riuscì a produrre e a conservare ogni varietà di pere e mele e che fu tramandata a ogni generazione, apportando, nel contempo, miglioramenti per garantire, sempre più, migliori risultati.

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Entrambi alberi hanno necessità di cure analoghe e, oltre a quello che abbiamo citato prima, è indispensabile seguire una esatta e precisa potatura e concimazione. Entrambi gli alberi prediligono un terreno ricco di materiale organico e non umido e calcareo, vogliono essere messi a dimora in autunno o in primavera, prima che inizino a vegetare, ma si adattano facilmente ai vari climi esistenti nelle diverse zone d'Italia. Inoltre, necessitano di un'adeguata concimazione, una volta all'anno, in particolare quando non è sveglia la vegetazione, possibilmente utilizzando dei prodotti naturali, biologici e non chimici come spesso si usa fare. È bene sapere che un'ottima alimentazione si produce seguendo solamente delle tecniche naturali, proprio come si faceva anticamente, e non con quelle chimiche che, purtroppo, il progresso tecnologico ha portato, distruggendo a poco a poco la salute di ognuno di noi e l'ambiente in cui viviamo.

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Per nutrirsi perfettamente è bene far sviluppare dei frutti che siano sempre sani, non solo tramite quest'ultimo consiglio, ma anche effettuando la potatura durante il periodo di riposo vegetativo, tagliando tutti i rametti laterali che, solitamente, spuntano durante la primavera, da quelli principali. È importante, inoltre, staccare i frutti in eccesso, in maniera tale da riuscire a favorire la loro maturazione se, naturalmente, si nota che la pianta è troppo carica.

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