Come coltivare il ribes rosso

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il ribes rosso è un arbusto molto diffuso. In Italia cresce spontaneamente nelle zone del Centro e sugli appennini. Può raggiungere i due metri di altezza, si sviluppa su fusti ramificati a portamento eretto, e si riconosce facilmente per i suoi caratteristici frutti rossi, rotondi e lucidi. Per maturare non necessita di particolare attenzione, ma non deve essere soggetto a temperature troppo alte. In questa guida ti indicherò come coltivare il ribes rosso.

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Occorrente

  • terreno
  • concime organico
  • letame
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In autunno e in primavera

In autunno e in primavera, concima il terreno con materiale organico, ai piedi della pianta. Per la raccolta, invece, attendi l'estate o fine luglio. Fai attenzione a staccare i grappoli delicatamente e a non lasciare filamenti sui rami, altrimenti favorirai la fastidiosa proliferazione di insetti. La produzione entrerà a pieno regime al quarto-quinto anno e sarà economicamente valida fino al decimo-dodicesimo. Se hai intenzione di conservarli per qualche mese, è meglio se li surgeli, altrimenti per una rapida consumazione puoi tenerli in frigorifero. Ultimo accorgimento da seguire è quello di effettuare a fine inverno un trattamento preventivo contro le malattie, che per fortuna sono poco frequenti. Siamo giunti al termine anche di questa guida su come coltivare il ribes rosso.

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Le radici nude del ribes

Il tempo giusto per piantare le radici nude del ribes va da ottobre ad aprile. Predisponi un terreno al fresco per la loro coltura e separale tra loro con una distanza di circa un metro. Scava una buca molto profonda e larga 40-50 cm e, dopo averla liberata da tutte le erbacce, mischia il terriccio con del fertilizzante organico. Quello che ti consiglio è la cornunghia, ossia un fertilizzante di origine animale, ottenuto da scarti ricavati dalla lavorazione industriale della carne. Unisci anche 1 o 2 palate di letame composto, in modo che l'azoto in esso contenuto contribuisca alla crescita della pianta.

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La potatura e la pulizia

Una volta pronto il fondo, rinfresca le radici e immergile in una poltiglia di fango. Poi, ricopri la buca con la terra asportata in precedenza e annaffia con abbondante acqua (10-15 litri almeno) per assicurare una perfetta coesione tra la terra e le radici. Ricorda di innaffiarlo con costanza e con molta acqua, ma senza creare ristagni. Ogni sei mesi, fai pulizia delle erbacce; la potatura non deve avvenire spesso, ma solo se necessario, in quanto i frutti maturano sui rami di almeno un anno, ma anche più vecchi. La potatura, infatti, deve soltanto garantire la nascita di nuove gemme fruttifere.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Scegli una zona non troppo esposta al sole e al riparo dal vento

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