Come coltivare il tartufo in giardino

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tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il giardinaggio è una delle pratiche più rilassanti e dinamiche che si possa praticare. Coloro che curano il verde del proprio giardino sanno bene di cosa si parla. L'irrigazione, la potatura, la cura che ogni pianta deve ricevere, e con tutte le particolarità del caso, offrono una seria sfida per tutti coloro che intendono iniziare. Ovviamente esistono varie tipologie di coltivazioni, ne esistono categorie comuni e poi ci sono settori più specializzati, che a volte competono pure ai privati, ma non senza qualche necessario sacrificio. In questa occasione vedremo come coltivare il tartufo in giardino. Il tartufo è un genere di fungo appartenente all'ordine dei Pezizales e alla famiglia dei Tuberaceae, possiede un corpo fruttifero e la sua maggiore peculiarità sta nel fatto che nasce e si sviluppa, per tutto il corso della sua vita sottoterra. Come molti sapranno è un prodotto particolarmente pregiato e ricercato da una serie infinita di privati e ristoratori, tant'è che il suo prezzo può davvero essere stratosferico in rapporto ai quantitativi venduti. Se avete deciso di dedicarvi a questo settore allora questa è la guida che fa per voi.  

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Preparazione del terreno

Il primo presupposto necessario affinché si possa coltivare il tartufo è quello di assicurarsi l'ottima qualità del terreno in cui andremo a disporre la pianta. Il terreno deve possedere una buona concentrazione calcarea e deve indicare un pH intorno all'otto. Altro elemento imprescindibile è che non vi siano dei ristagni idrici nel terreno circostante e che il terreno stesso sia ben areato durante la maggior parte della giornata.

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Coltivazione e accorgimenti

Abbiamo la possibilità di scegliere tra una varia tipologia di piante da tartufo, come ad es. Il Tuber Aestivum Vitt. (Scorzone), il Tuber Borchii Vitt. (Bianchetto o Marzuolo) e il più famoso Tuber Melanosporum Vitt. (Nero pregiato), annoverati tra le classi più coltivate e ricercate dal settore. Una volta che il terreno è stato correttamente preparato la pianta di tartufo va inserita nel terreno avendo ben cura di rimuovere e ripulire la buca, che sarà necessaria per travasare la pianta.

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Estrazione del prodotto finito e ripetizione del ciclo

Il tempo di maturazione del tartufo non è sempre preciso e può variare in base al periodo dell'anno in cui è iniziata la coltivazione. Generalmente il tempo necessario può andare da un minimo di 5 mesi fino a 8-9 mesi. Per l'estrazione è necessario non farsi prendere dalla voglia di raccogliere i tartufi tutti insieme, infatti è bene che rimanga una certa carica sporale nel terreno in modo da contribuire alla produzione futura di nuovi tartufi. Accolta. Una volta maturo il tartufo va estratto con l'ausilio di apposite palette che eviteranno di danneggiare la pianta e il tartufo stesso. Una volta estratto lasciate areare la buca per qualche giorno, affinché la carica sporale del terreno possa garantire la possibilità di una nuova maturazione in futuro.

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