Come coltivare lo scalogno

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tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Lo scalogno è una bulbo il cui gusto è molto simile alla classica cipolla ed è facile da coltivare sia nell'orto che in vaso, ed è reperibile sia nei supermercati che presso i fiorai e i centri per il giardinaggio. La tecnica è simile a quella che caratterizza le pianta da bulbo, ma tuttavia sono necessari alcuni importanti accorgimenti, per cui ecco una guida con le istruzioni su come coltivare al meglio lo scalogno.

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Rimuovere le erbacce

Per coltivare e far crescere questo ortaggio è necessario, innanzitutto procurarsi i bulbi e stenderli affiancati gli uni agli altri ad una distanza di almeno 15 centimetri. Lo scalogno ama la penombra ed inoltre cresce bene in alcuni terreni umidi preferibilmente trattati in precedenza con concimi di tipo minerale come ad esempio il potassio. Durante la fase di coltivazione è tuttavia importante rimuovere le erbacce infestanti e siccome il procedimento non è agevole, bisogna ovviare a questo inconveniente riponendo della paglia tra una pianta e l'altra che ne impedisce la proliferazione.

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Annaffiare la pianta

Lo scalogno richiede una quantità moderata di acqua, solo in caso di periodi di lunga siccità. Il consiglio quindi è di annaffiare la pianta ogni due settimane. Ad inizio estate, massimo a luglio, quando le foglie saranno quasi del tutto secche, si potrà procedere alla raccolta e a disporre in mazzi il prodotto, badando bene a conservarlo in un locale arieggiato. Avete quindi ora a disposizione il prodotto e dovrete capire quando utilizzarlo. La somiglianza con cipolla e aglio rende difficile distinguere l'utilizzo anche a tavola. Lo scalogno per il suo sapore si presenta infatti come un ibrido tra aglio (dal sapore piuttosto forte e determinato) e cipolla (che ha un sapore decisamente più delicato). Lo scalogno può essere utilizzato per preparare ed insaporire il pesce, la carne o le verdure.

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Agitare periodicamente il terriccio

Gli scaloni sono dunque degli ortaggi che una volta messi a dimora, non richiedono particolari cure e neppure irrigazioni frequenti poiché l’eccessiva umidità tende a far nascere la muffa con conseguente deperimento del bulbo. Il consiglio ulteriore è di agitare periodicamente con un piccolo rastrello il terriccio superficiale, specie nei periodi di forte pioggia, mentre le innaffiature estive devono essere regolari e comunque necessarie in caso di prolungata siccità. Infine è importante aggiungere che dopo circa sei mesi dalla semina, lo scalogno può essere raccolto ma soltanto se presenta le foglie ingiallite e il terreno asciutto. Tale condizione ci indica quindi il buon esito del lavoro effettuato.

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