Come coltivare un albero di larice

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La coltivazione del larice non è particolarmente complessa in quanto si tratta di una pianta molto robusta che cresce rapidamente. Poiché però stiamo parlando di un albero che può raggiungere i 40 metri di altezza e che si è sviluppato spontaneamente nelle zone montuose come le Alpi e le foreste del Canada e della Siberia si deve disporre per la sua messa a dimora di uno spazio sufficientemente ampio che si trovi ad una altitudine abbastanza elevata. Questa pianta secolare (può raggiungere gli 800 anni di vita) infatti non ama il caldo che rischia di bruciare gli aghi delle sue foglie dette appunto aghiformi ma sopporta invece benissimo temperature molto al di sotto dello zero per le quali evidentemente è stato progettato dalla natura stessa. Se si intende coltivarlo quindi converrà scegliere una zona montuosa dai 600 metri in su avendo soltanto cura di proteggere, durante la crescita, le sue radici con fogliame e terra poiché data la sua grande capacità di adattamento non saranno necessari altri accorgimenti. Considerato quanto sopra possiamo andare a scoprire come coltivare un albero di larice.

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La semina

I semi del larice vanno interrati durante la stagione primaverile in un vaso contenente sabbia e torba in parti uguali e posti in un ambiente ben soleggiato ma non troppo caldo. Occorre quindi innaffiarli non spesso ma abbondantemente soprattutto in estate ed attendere che nascano le piantine. In alternativa è possibile acquistare in vivaio una piantina di larice che troveremo disponibile in varie forme ibride spesso incrociate con il larice giapponese in quanto tale specie risulta resistere al cancro, malattia di cui i larici soffrono in età adulta.

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La messa a dimora nel vaso

Il periodo ideale per la messa a dimora delle piantine è l'autunno. Le piantine devono essere rinvasate in un terriccio sciolto, ben drenato e leggermente acido, meglio se mischiato a concime organico e torba per favorire lo sviluppo della pianta. Anche in questa fase occorre innaffiare di rado ma con generosità perché le radici che in natura devono resistere a climi rigidi e a terreni sassosi vogliono crescere in profondità.

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La messa a dimora a pieno campo

Solo dopo molti anni dalla coltivazione in vaso possiamo finalmente sistemare le piante ormai adulte nel terreno prescelto assicurandoci che sia abbastanza profondo, leggermente acido, sciolto, fertile e ben drenato. Non sarà più necessario a questo punto innaffiare la pianta se non in caso di estati particolarmente secche in quanto il larice riceve tutta l'acqua di cui ha bisogno dalle piogge.
Naturalmente se non si vuole attendere tutto il tempo necessario è possibile procurarsi una pianta già pronta per essere interrata e seguire solo l'ultimo passaggio.

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