Come coltivare una pianta di Astro

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Astro, nome scientifico Aster: ossia stella, dal greco antico. La scelta non è casuale,
bensì un omaggio alla forma dei suoi fiori. Una pianta di astro si può descrivere così: bellissima, facile da coltivare, generosa nelle sue fioriture dai colori vividi e luminosi.
Le varietà in totale sono all'incirca 180, dalle quali nascono boccioli blu, rosa, violetti, bianchi, a seconda della specie. Ognuna di noi ne ha contemplato varie volte almeno una o più, magari ignorandone il nome. Difatti questa pianta è diffusissima, e lo merita. Perlopiù si tratta di ibridi selezionati dall'uomo, ma esistono anche delle varietà spontanee. In Italia, fra le ultime abbiamo l'astro di Virgilio (Aster amellus), e l'Astro alpino (Asper alpinum), un fiore che cresce nelle zone montuose dell'Italia settentrionale. Fra le specie presenti invece solo se coltivate citiamo l'Aster dumosus, l'Aster divaricatus, l'Aster frikartii, l'Aster novi-belgii e l'Aster novae-angliae. Tutte condividono la rusticità e un portamento cespuglioso, nonché esigenze colturali se non proprio uguali, molto simili fra le varie specie. Vediamo allora come cavarcela nel coltivare una pianta di Astro.

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Occorrente

  • terra ricca di humus a ph neutro
  • concime NPK e microelementi
  • pianta/e di astro
  • eventualmente infuso di equiseto o prodotti antioidio
  • eventualmente tabacco macerato, infuso di té o insetticidi
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Terreno: Ricco di humus e umido. Nonostante l'astro sia adattabile, è meglio evitare le terre acide, preferendo quelle neutre o al limite lievemente alcaline.
Esposizione: se volete che vi elargisca le sue splendide fioriture scegliete per la vostra pianta una sistemazione al sole. Può accontentarsi anche della mezza ombra, se proprio non disponete di un posto illuminato tutto il giorno. L'ombra totale invece è sconsigliata. Magari riuscirà a sopravvivere, ma in modo stentato e con pochi o nessun fiore.
Annaffiature: stando alle statistiche, le annaffiature sono la causa principale di deperimento o morte delle piante ad opera di giardinieri inesperti. Irrigare troppo o troppo poco, difatti, può comportare danni non sempre rimediabili. Per quanto riguarda l'astro bisogna distinguere se è in vaso oppure no. Se lo è, evitate i ristagni, che asfissierebbero le radici, ma mantenete il terreno umido durante la stagione della fioritura, ossia avendo cura che non secchi completamente fra un'irrigazione e la successiva. D'inverno se il vaso non è esposto alle piogge può bastare un po' d'acqua una volta ogni 15 giorni. Le piante da giardino hanno meno esigenze, valutare le annaffiature (estive) in caso di prolungata siccità e/o temperature molto elevate.
Temperature: ci sono differenze fra le varietà di questa pianta, comunque in generale
si adatta piuttosto bene ai climi rigidi invernali, e fiorisce in un range ottimale compreso fra i 17-18° e i 25-26°.
Concime: alla ripresa vegetativa utilizzate un concime che apporti i principali elementi
(fosforo, azoto e potassio) e i microelementi zinco, ferro, rame e manganese. Sono da preferire prodotti organici. Durante tutto l'arco della fioritura somministrate concime a cadenza bisettimanale.
Potatura: come per tutte le piante dalla fioritura cospicua, anche per l'astro vale la regola di eliminare prontamente i getti fioriti. Questo stimolerà lo sviluppo e l'apertura dei boccioli e, naturalmente, darà un aspetto più vivo alla vostra pianta. Solo quando l'esemplare apparirà molto cresciuto, ossia dopo 3 o 4 anni in media, occorrerà
asportare o eliminare dalla base una parte dei cespi, pena una fioritura più povera. Ricordate però di non farlo nella stagione della fioritura.

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Vediamo ora come proteggere l'astro da parassiti e malattie. Senza eccessive preoccupazioni: sotto questo fronte, la nostra pianta non dovrebbe darci grandi problemi, essendo in generale abbastanza refrattaria agli attacchi dei vari predatori.
La prima attenzione che dobbiamo prestare è... Al giardiniere. Difatti, in caso di irrigazioni o anche concimazioni eccessive potrebbe svilupparsi l'oidio. Altrimenti detto mal bianco, è un'infezione causata da un fungo che provoca la formazione di polvere biancastra sulle foglie. La difesa può essere preventiva o curativa. Se volete giocare d'anticipo, un ottimo rimedio può essere utilizzare l'equiseto. Si trova nei negozi specializzati, già pronto in flaconi con erogatore. Occorre spruzzare con scrupolo tutta la pianta, pagina inferiore delle foglie inclusa. Volendo, si può anche preparare in casa. Se preferite così, procuratevi 150 grammi di equiseto secco e lascatelo bollire 2 ore in 5
litri di acqua. Lasciare raffreddare, filtrare e spruzzate con il liquido diluito 1:5. Un grande
vantaggio dell'equiseto è la sua assenza di tossicità.
Se l'infezione è già in corso, si possono usare lo zolfo colloidale o gli anticrittogamici triazolici. Sono reperibili in qualunque negozio specializzato, ma tenete presente che si
tratta di composti nocivi anche per l'uomo e per l'ambiente. Se proprio dovete usarli fatelo sopravvento evitando le ore più calde.
Altri possibili nemici dell'astro sono alcuni insetti: bruchi, afidi e acari. Per afidi e acari,
se le colonie sono ancora scarse può bastare il piretro (meglio se usato nelle giornate nuvolose e comunque al tramonto), ammesso anche nell'agricoltura biologica. In presenza di attacchi massicci e per bruchi occorrono insetticidi specifici, spray o liquidi, da usarsi con moderazione e se possibile evitando la stagione della fioritura. Alternative naturali da considerare sono il tabacco macerato e il té amaro, quest'ultimo in particolare per gli afidi. Il primo, prelevato da 4-5 sigarette, si lascia macerare in mezzo litro d'acqua per 2 giorni, poi si filtra e si nebulizza sulle piante. Vale sempre il consiglio, da applicare anche agli insetticidi chimici, di farlo sopravvento. Il té amaro si prepara
versando 2 cucchiai in un litro d'acqua e facendo bollire. Una volta raffreddato si
potrà usare sulle piante senza diluizioni.

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Preferite la poesia di contemplare la pianta neonata che emerge per la prima volta dalla terra? Benissimo, con l'astro ve la caverete sicuramente. Potete optare per la semina primaverile, più indicata per le specie annuali, per la talea semilegnosa o per la divisione dei cespi primaverile o autunnale. Quest'ultima è anzi una necessità ogni 3-4 anni, dati i ritmi di crescita della pianta. Abbiate cura di scegliere cespi vigorosi, con la presenza di germogli, e di potare alla base. Qualunque sia il metodo, se le piante staranno in giardino piantate a una distanza di 30-60 centimetri una dall'altra. (Ovviamente, distanza minore significherà raggiungere più in fretta la formazione di un effetto di pienezza dato dai cespugli più vicini, ma anticiperà la necessità di operare la divisione dei cespi).

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