Come moltiplicare la pianta di Rabarbaro

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il Rabarbaro (Rheum) appartenente alla famiglia delle Poligonacee, è una delle poche piante perenni del nostro orto, che insieme al carciofo e all’asparago, non vanno riseminate ogni anno. E già questo è un bel vantaggio! L’altro aspetto positivo è la precocità: il rabarbaro è fra le prime piante dell’anno ad offrire all’orticoltore le prime soddisfazioni. E poi c’è l’aspetto estetico che non va assolutamente trascurato: le sue coste rosse, le foglie verde intenso, talvolta rigate di rubino, sono molto decorative (il Rheum Palmatum è forse quello più ornamentale). Riepilogando: è facile da coltivare e da riprodurre, dura molti anni, è molto produttivo, è bello, e il suo sapore particolare si presta alle più diverse interpretazioni culinarie. Ma vediamo più nel dettaglio come riuscire a moltiplicare questa splendida pianta nel miglior modo possibile.

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Occorrente

  • Arnesi da giardinaggio
  • Rabarbaro
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Il rabarbaro cresce bene sia al sole che in mezz’ombra e resiste anche alle intemperie. Non è molto esigente in fatto di terreno, conviene però preparare il suolo in anticipo arricchendolo con dello stallatico o con del compost ben sminuzzato. Annaffiamolo poi con regolarità, ma evitiamo i ristagni di acqua. Per moltiplicare questa stupenda pianta di rabarbaro, possiamo utilizzare la divisione in cespi: si tratta di una tecnica molto rapida, a differenza delle altre.

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Prima di tutto, iniziamo il nostro lavoro dividendo i crespi nel periodo primaverile oppure autunnale. Preleviamo le porzioni con l'aiuto di una paletta alla periferia della pianta e interriamo i pezzi ottenuti a una distanza di 90 cm l’uno dall’altro, con l’apice appena poco sotto la superficie del suolo. Si può procedere con questa operazione fino alla fine dell’autunno, ma se abitiamo in zone particolarmente fredde, la posticiperemo all’inizio della primavera. In questo periodo si potrà effettuare anche la semina.

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I cespi della pianta devono essere ben radicati e possedere almeno due o tre gemme circa. Trapiantiamoli seguendo le stesse regole che si utilizzano per le piante che vanno disposte nei determinati vasi, badando attentamente a mantenere le gemme a livelli prettamente pari alla superficie del terreno contenuto nel vaso. Una volta che abbiamo disposto la pianta, rincalziamo la terra con le mani e provvediamo ad annaffiarla generosamente. Se dopo aver effettuato la piantagione, la temperatura primaverile tende a salire troppo velocemente, è opportuno ombreggiare le piante che abbiamo moltiplicato. In pochi mesi, riusciremo a vedere i risultati del nostro lavoro.

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