17

Come potare una vite

tramite: O2O
Difficoltà: facile

Introduzione

Prendersi cura delle propria piante è un compito tutt'altro che semplice. In realtà possono nascondersi diversi ostacoli ed insidie di varia natura che possono minare la salute delle nostre piante. Bisogna quindi a tal proposito non solo metterci la passione, ma bisogna anche metterci un certo grado di conoscenza. Per curare e prendersi cura delle proprie piante al meglio. In questa guida vederemo come effettuare la potatura di una pianta che regalo un frutto molto gustoso. Vedremo, infatti, come potare una vite in maniera semplice ed efficace. Chiaramente potreste chiedere ulteriori consigli o chiarimenti a qualche professionista del settore. Quest'ultimo saprà dipanare ogni vostro dubbio a riguardo.

27

Occorrente

  • Cesoia
37

Rimozione delle foglie

Per una buona produzione è importante che la vite cresca liberamente nel proprio terreno per almeno il primo anno. Una concimazione con abbondanti foglie secche, aiuterà inoltre a sviluppare un sistema di radici robuste e prepararla ad una rigogliosa produzione negli anni successivi. Dopo un anno quindi si può dire che inizia la prima fase di potatura. Consiste nella semplice rimozione di foglie su tutta la superficie, lasciando il tronco quasi completamento nudo in attesa che ricrescano i nuovi steli.

47

Rimuovere i germogli laterali

Nella primavera del secondo anno, bisogna iniziare a rimuovere tutti i germogli laterali che crescono dal tronco. Se la vite non si ramifica troppo, è opportuno pizzicare la parte superiore del tronco principale per favorire la ramificazione laterale. Molto importante è anche rimuovere eventuali nuovi germogli soprattutto quelli che si sviluppano proprio sulla base del tronco. In inverno, l'operazione di potatura continua nei primi mesi con il taglio di rami laterali indesiderati e nei successivi sul tronco principale. A questo punto, ci si trova davanti ad un fusto con uno stelo verticale e con due serie di rami laterali.

Continua la lettura
57

Potatura d'inverno eliminazione delle gemme

Trascorsa dunque anche la terza estate, ci avviciniamo al periodo cruciale del terzo inverno. Esso prevede l’ennesima potatura, che consiste nell’eliminazione delle gemme. Lasciandone soltanto dodici per ogni braccio del tronco. Questa dozzina di gemme sono quelle che produrranno poi i frutti durante la quarta estate, periodo in cui la pianta raggiunge il massimo dello sviluppo. Infine, è da sottolineare che durante le varie fasi di potatura, la pianta va curata attentamente non solo con fertilizzanti nel terreno, ma soprattutto in prossimità dei tagli da potatura.

67

Guarda il video

77

Consigli

Non dimenticare mai:
  • Se non siete degli esperti di potatura, fatelo fare a mani esperte, non fate di testa vostra se non siete capaci rischiate di far morire la vite
Alcuni link che potrebbero esserti utili:
15

Come potare una vite d'uva moscata

tramite: O2O
Difficoltà: media

Introduzione

La potatura della vite rappresenta un elemento importantissimo nella crescita della pianta, in quanto ne determina la durata della vita e la qualità del frutto. Effettuare questo tipo di operazione da soli, senza la supervisione di un esperto, potrebbe sembrare un azzardo ma, in realtà, se si prendono le dovute accortezze il tutto risulterà più che fattibile. In questa guida vi illustrerò come potare la vite d'uva moscata con due metodi famosi; seguite bene le indicazioni riportate e prestate sempre attenzione allo stato della pianta: il risultato sarà garantito.

25

Occorrente

  • Forbici pneumatiche
35

Il primo metodo è chiamato "metodo Guyot". Esso consiste nel potare tutti i tralci vecchi e ormai morti, fatta eccezione per quelli che sono ancora forti e rigogliosi. Questi, infatti, meritano un trattamento diverso: dovrete piegarli, legarli, e tagliarli in modo da lasciare soltanto otto o nove gemme. Questi tipi di tralci sono molto importanti, perché è proprio a loro che è affidata la produzione della vite. Alla base della vite, vanno lasciati alcuni speroni con delle gemme, le quali poi diventeranno i nuovi capi a frutto dell'anno successivo. Seguendo queste modalità sarà possibile garantire una vita più lunga alla pianta e una produzione maggiore di uva; tuttavia, però, questo metodo richiede frequenti cure.

45

Il secondo metodo, detto "cordone speronato", consiste nel imporre alla vite una crescita orizzontale parallela al suolo. Questo può essere realizzato effettuando delle sistematiche legature ai vari tralci, i quali dovranno essere opportunamente distanziati fra loro. Ad un tralcio così trattato, infatti, vanno lasciati circa tre speroni consecutivi, ognuno dei quali riporterà tre gemme. Seppur questo metodo venga da molti considerato più comodo rispetto al Guyot, esso va comunque a discapito della quantità di produzione della vite.

Continua la lettura
55

Per concludere in bellezza e professionalità occorre fare un po' di "anatomia" della vite. Per chi non lo sapesse, infatti, la vite si compone dei cosidetti capi a frutto e capi a legno: i primi sono quelli che generano il frutto, ovvero l'uva; mentre i secondi, invece, sono quelli che non producono niente e che vanno assolutamente rimossi al momento della potatura. Per quanto riguarda il periodo in cui bisogna effettuare quest'operazione, solitamente i mogliori esperti raccomandano la stagione invernale, quando la pianta ha perso completamente le sue foglie e, più in particolare, nei mesi più freddi (ossia gennaio-febbraio).

15

Come fare gli innesti alle piante di vite

tramite: O2O
Difficoltà: media

Introduzione

Molto spesso per eseguire dei piccoli lavori sulle nostre piante preferiamo rivolgerci a degli esperti per essere sicuri di ottenere un risultato perfetto spendendo, però in alcuni casi cifre molto elevate. In alternativa, potremo provare ad eseguire da soli questi piccoli lavori magari facendoci aiutare da una delle moltissime guide presenti online, che ci spiegherà passo dopo passo, tutte le operazioni che dovremo eseguire per riuscire a completare correttamente il lavoro scelto. In questa guida, in particolare, vedremo come fare per riuscire ad eseguire correttamente degli innesti alle piante della vite.

25

Tagliare le radici

Il vitigno è composto dal rampollo (ovvero la varietà di vite) e da il portainnesto (fillossera resistente). Nel caso in cui la parte superiore della vite non è tagliata, eseguiamo un doppio cerato e potiamo i rami all'indietro (con forbici taglienti) lasciando due gemme. La cera deve essere lasciata sulla vite in modo da non fare seccare il rampollo. Tagliamo le radici che sporgono di circa 12 cm e mettiamole in un secchio d'acqua fresca, lasciandole per un massimo di 24 ore in modo che possano assorbire tutta l'acqua di cui hanno bisogno. Scaviamo un buco grande e posizioniamoci la parte inferiore del portainnesto diffondendo le radici sia verso l'esterno che leggermente verso il basso.

35

Scegliere un germoglio e innestarlo sulla vite

Un tipo di impianto selezionato per le foglie della vite prende il nome di "rampollo", il quale contiene geni che si duplicano durante la produzione della pianta. Selezioniamo un germoglio e innestiamolo sul gambo della vite (oppure sopra il bocciolo). Tagliamo il rampollo e il gambo obliquo di due piante di vite e uniamole insieme. Il punto di innesto deve essere legato con del nastro e coperto da cera morbida per prevenire la disidratazione e i germi. Tagliamo una tacca con un coltello affilato su un ramo della pianta (verso il basso) ed eseguiamo un taglio simile verso l'alto della faccia del rampollo, in modo tale che il rampollo e il portainnesto si uniscano perfettamente.

Continua la lettura
45

Creare un ambiente umido e arioso

Durante l'innesto i tessuti vascolari degli impianti devono essere posti a contatto l'uno con con l'altro e devono essere tenuti in vita fino a quando l'innesto non sia andato a buon fine (di solito ci vuole un periodo di alcune settimane). Le giunzioni formate dall'innesto non sono forti come le articolazioni naturali, quindi la pianta presenterà un punto debole. Per avere un buon sostegno dell'impianto è necessario crearlo in un ambiente stabile, umido e arioso. A questo punto la nostra guida è finalmente giunta al termine e tutto quello che dovremo fare per riuscire ad eseguire correttamente degli innesti alle piante della vite, sarà leggere con attenzione tutte le indicazioni riportate nei passi precedenti. Se non siamo degli esperti in questo campo, potremo farci aiutare da qualche agricoltore che saprà sicuramente darci tutti i consigli necessari per eseguire correttamente questo lavoro.

17

Come difendere la vite dalla peronospora

tramite: O2O
Difficoltà: media

Introduzione

Senza dubbio, la peronospora è una delle minacce più temute dalla vite, in quanto questo fungo attacca pesantemente la pianta creando gravi danni. I primi sintomi si manifestano sulle foglie, con la presenza di piccole macchie d'olio sulla parte superiore e di muffa biancastra su quella inferiore. Anche i grappoli non sfuggono alla peronospora, manifestando sintomi molto simili a quelli delle foglie, insieme ad un ripiegamento a forma di "S". Tuttavia, per poter difendere la vite in commercio si trovano diversi prodotti, molto efficaci. In questa guida vedremo come difendere la vite dalla peronospora.

27

Occorrente

  • prodotti specifici per la peronospora
37

Per potere combattere questo fungo, dovremo procurarci dei prodotti detti rameici. Generalmente, queste soluzioni vanno disciolte in acqua in quantità che variano dai 100 ai 400 gr/hl. Il dosaggio dipende dal principio attivo adottato dal prodotto e dalla sua resistenza alle piogge. L'applicazione di questo prodotto consente una copertura che va dai quattro ai sette giorni. Come sempre, tutto dipende fortemente dalla piovosità e dalle condizioni climatiche in cui stiamo facendo il trattamento. Dovremo ripetere questa operazione con cadenza costante per tutto il periodo in cui la minaccia di contagio è molto alta.

47

Il periodo di maggiore contagio si ha dall'inizio del mese di Aprile fino alla fine di Maggio. Dovremo proteggere le nostre piante esattamente in questo periodo, cercando di curare bene il dosaggio dei rameici e rispettando i tempi tra un'applicazione e l'altra. Nei mesi successivi potremo pure ridurre le quantità, grazie all'abbassamento dell'incidenza dei contagi. Il clima più asciutto garantirà alla vite una maggiore protezione dalle minacce della peronospora. In quest'ultima fase, per garantire la protezione della vegetazione possiamo aggiungere ai rameici, dei prodotti ad azione sistemica, come i fosfiti (circa 300 cc/hl).

Continua la lettura
57

Naturalmente esistono migliaia di metodi diversi a questo problema, con soluzioni altrettanto differenti. La scelta dipenderà non solo dall'incidenza della malattia, ma anche dal tipo di agricoltura verso cui siamo orientati. Non dovremo trascurare i tempi necessari al trattamento, ma anche l'aspetto economico. Infine teniamo a precisare che indipendentemente dai prodotti usati, è stato dimostrato che uno dei fattori di successo nella lotta alla peronospora è dato dai tempi di intervento. Non c'è dubbio che la perdita di tempo nel risolvere il problema, non gioverà sicuramente alla pianta. Questo potrebbe fare la differenza tra un provvedimento efficace ed uno fallimentare.

67

Guarda il video

77

Consigli

Non dimenticare mai:
  • Seguite il trattamento ad intervalli di tempo
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

Potrebbe interessarti anche

Segnala contenuti non appropriati

Tipo di contenuto
Devi scegliere almeno una delle opzioni
Descrivi il problema
Devi inserire una descrizione del problema
Si è verificato un errore nel sistema. Riprova più tardi.
Verifica la tua identità
Devi verificare la tua identità
chiudi
Grazie per averci aiutato a migliorare la qualità dei nostri contenuti
I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.