Come preparare il letto profondo per la semina

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tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Durante i primi mesi dell'anno l'orto invernale non richiede molto lavoro. Le gelate induriscono il terreno non permettendoci di fare alcun intervento, e le piogge o la neve lo rendono fangoso e impraticabile. Il consiglio è quindi di dedicarsi alla scelta delle nostre prossime colture primaverili ed estive, alla progettazione su carta della loro disposizione e, se il tempo lo permette, di cominciare a preparare il letto di semina profondo necessario nei mesi a venire.
Preparatevi anche a lavorare duramente, perché se a livello teorico quest'ultima operazione appare alquanto semplice, a livello pratico vi costerà tanta, tanta fatica.

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Occorrente

  • vanga
  • letame ovino o bovino
  • sabbia o terriccio torboso
  • rastrello
  • carriola (facoltativo)
  • fertilizzante granulare NPK 10-10-10
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Se l'appezzamento che avete deciso di destinare a letto di semina non è mai stato coltivato, è necessario seguire un ordine preciso delle operazioni che andremo a effettuare. Prime fra tutte, la pulizia dai sassi più superficiali e la rimozione della coltre di vegetazione spontanea che lo infesta.

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Dopo la ripulitura sommaria, sarà ora tempo di rimboccarvi le maniche e di intervenire con la vanga. È necessario, infatti, rivoltare le zolle grossolanamente sino a 30-35 cm di profondità. Questo sia per far riaffiorare i sassi non visibili sulla superficie, sia per eliminare le radici e i fittoni di vecchie infestanti od orticole precedentemente coltivate in loco. Raccomando di operare con la massima accuratezza, altrimenti rischierete che di lì a poco le malerbe tornino a prosperare entrando in competizione con i vostri ortaggi. In questa fase consiglio anche, per comodità e risparmio di tempo, di tenervi al fianco una carriola nella quale riversare via, via tutti i materiali rimossi. Ricordate che più scrupolosa sarà la cura con la quale effettuerete questo step, tanto minori saranno gli interventi successivi di diserbo.

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Dopo la prima vangatura sarà adesso possibile procedere con la somministrazione di sostanze ammendanti, utili a correggere la pezzatura del vostro terreno. Avete notato che la vanga resta molto sporca e incrostata di terra? Forse il substrato è argilloso e troppo compatto e l'aggiunta di sabbia ne migliorerà sia l'aereazione, che il drenaggio. Al contrario, la terra è incoerente e "scivola via" dalla vanga? Forse è troppo sabbiosa e senza l'apporto di un terriccio torboso i vostri ortaggi cresceranno a stendo, richiedendovi continue annaffiature e frequenti concimazioni.

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Finita l'operazione di ammendamento, l'ideale sarebbe di lasciare il terreno indisturbato almeno per un'intera stagione. Questo per permettere alle sostanze incorporate di amalgamarsi a dovere. Se non vi è possibile attendere tanto, dovrete ripetere una leggera vangatura, che sicuramente ora sarà più facile e meno faticosa.

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Preparata l'amalgama ottimale del vostro substrato, ora è tempo di dedicarvi a quella che viene chiamata in gergo " concimazione di fondo". Perché se gli ammendanti possono migliorare anche di molto la composizione del vostro terreno, di certo non ne aumenteranno la fertilità. Ecco allora che dovrete incorporare sostanza organica, quale letame maturo o compost di ottima qualità. Così le sostanze nutritive saranno subito assimilabili dalle radici e faranno da starter per lo sviluppo di una ricca e benefica flora batterica. Ricordatevi però che il letame ha una bassa percentuale di sali minerali, mentre per l'equilibrio del terreno sono importanti anche azoto, fosforo e potassio.
A questo proposito sarà buona norma aggiungere anche fertilizzanti minerali in granuli a lenta cessione, preferibilmente quelli che riportano sull'etichetta la stessa percentuale di azoto (N), fosforo (P) e potassio (K), per esempio: NPK 10-10-10.

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Una volta che il terreno è stato vangato, ammendato e concimato, dovrà adesso essere livellato. A questo scopo è utile il rastrello, che non solo amalgamerà al meglio le sostanze fertilizzanti che avete scelto d'utilizzare, ma lavorerà di fino sminuzzando ulteriormente le eventuali zolle rimaste.

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Ora il lavoro di fatica è finito. Dovrete solo bagnare accuratamente il vostro letto di semina e, se vi trovate già nella seconda metà del mese di febbraio, decidere se cominciare a seminare a dimora le prime orticole di stagione, come ad esempio: agretto, barbabietola, bietola da coste, carota, pisello, prezzemolo, ravanello o rucola; oppure se iniziare a mettere a dimora i bulbilli di aglio e di cipolle precoci.

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Ricordo, infine, che quando si pratica una lavorazione alla terra si agisce su un complesso ecosistema e non su di un materiale inerte del quale disporre a piacere. Qualsiasi nostro intervento altera l'habitat naturale di miliardi di microorganismi che svolgono un ruolo fondamentale, sia per lo sviluppo delle nostre piante che, in ultima analisi, per la vita sulla terra.
Vangare significa aumentare l'ossigenazione di un terreno per permettere ai batteri aerobi presenti di prosperare, moltiplicarsi, digerire al meglio le sostanze organiche presenti, e quindi renderlo più fertile. La nostra fatica sarà quindi cospicuamente ripagata con un raccolto molto più abbondante, di maggiore qualità, e con la certezza di essere diventati parte attiva nel benessere del nostro Pianeta.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Tutti gli scarti vegetali andrebbero bruciati. Questo per ridurre il rischio di epidemie fungine e distruggere le larve dei parassiti che svernano sulle piante.
  • Dopo la preparazione del letto di semina è opportuno stendervi sopra una rete antiuccello al fine di preservare intatto il lavoro fatto.
  • La coltivazione "a file" facilita tutte le operazioni di manutenzione del vostro orto, dal diradamento, alla pulizia del terreno, alle annaffiature.
  • Per far germogliare rapidamente i vostri ortaggi, potete stendere sui letti di semina dei teli di tessuto non tessuto, materiale che protegge dalle gelate tardive e lascia filtrare acqua e luce.
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