Come propagare la pianta del fico d'India

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il fico d'India, il cui nome scientifico è Opuntia ficus indica, è una pianta succulenta che ha origini nel Messico, ma è oramai diffussissima in tutto il bacino mediterraneo, in America, Africa e Asia. La peculiarità è rappresentata dall'aspetto: il fusto è costituito da pale piene di aculei e di forma ovaloide, mentre le vere foglie sono piccole e di forma conica; i frutti hanno una buccia spessa con spine e, all'interno, sono saporitissimi e colorati. Pur non essendo originaria del Mediteranneo, la pianta, è talmente diffusa ed infestante da divenire elemento caratterizzante del paesaggio coltivato e naturale. Coltivata in vaso o in terra, può rappresentare un'irregolare e scultorea barriera in un angolo soleggiato del giardino o dell'orto. Spieghiamo di seguito come è possibile propagare il fico d'India.

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Occorrente

  • guanti protettivi
  • coltello
  • vasi, cocci, rocce
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Innanzitutto la pianta di fico d' India è grassa, per cui ha bisogno di pochissima acqua e teme il ristagno ed il marciume. La potatura si effettua nei mesi di maggio e giugno, mentre la concimazione fosfo-potassica assicura una maggiore produttività. Esistono tre varietà che si differenziano dalla colorazione del frutto: la più diffusa la gialla, detta Sulfarina, rossa, detta Sanguigna, e bianca chiamata Muscaredda.

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Per la localizzazione della pianta è preferibile un posto ben soleggiato sul terrazzo, sul balcone o in un giardino. Se si dispone di un po' di spazio, è consigliabile posizionare le nuove piantine tra sassi e rocce o in vasi larghi di coccio. Un terreno calcareo e fertile è l'ideale per la pianta che però può star bene anche nel terriccio, proprio perché non ha particolari esigenze. Dopo aver piantato le nuove piantine è necessario innaffiarle.

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Infine la propagazione è facile ed avviene attraverso la talea, ma sono necessarie alcune precauzioni e accortezze per evitare di pungersi. Infatti a causa della presenza di aculei, è preferibile utilizzare guanti di protezione, indispensabili per ogni attività di giardinaggio. Si taglia, con un coltello, dalla pianta madre due o tre pale. Il taglio si effettua al di sotto del rigonfiamento di intersezione della pala, chiamata cladodio. È preferibile, inoltre, scegliere le più piccole e, poi, farle essiccare per circa due giorni all'aria aperta. In seguito, dopo aver scelto un luogo adatto, soleggiato e con terreno misto ben drenato, si procede con la messa a dimora. I cladodi, senza difficoltà e in brevissimo tempo, metteranno nuove radici, superficiali (al massimo 30 cm in profondità) e molto estese.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Usa sempre i guanti di protezione!

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