Come realizzare un portacenere in pietra leccese

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tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Se il nostro hobby preferito è la scultura, possiamo utilizzare la pietra leccese che è di origine calcarea e molto antica. La sua denominazione è dovuta al luogo di origine; infatti, è meglio conosciuta come pietra bianca, che si presta molto per la lavorazione di piccoli e medi oggetti. In questa guida nello specifico, vediamo come realizzare un portacenere in pietra leccese.

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Occorrente

  • Pietra leccese
  • Seghetto
  • Trapano elettrico
  • Frese a pallina e rotelle di granito
  • Scalpellini e martello in legno
  • Vernice, polvere di terra e pennello
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La pietra leccese è strutturata in modo omogeneo, ed è composta per lo più da carbonato di calcio di forma granulosa e da calcite. Nel territorio salentino è molto diffusa, poiché è facile individuarla in quanto sporge dal terreno, e si tratta di lastre che superano anche i 60 metri di lunghezza o altezza. Il materiale è molto morbido e nel contempo resistente, per cui se intendiamo realizzare il posacenere, sono sufficienti alcuni scalpellini da intagliatore, un trapano elettrico dotato di frese a pallina e di rotelline di granito di tipo abrasivo.

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La lavorazione della pietra in genere non prevede dei disegni preliminari, ma basta individuare quella di forma giusta per sviluppare la propria fantasia ed iniziare il lavoro di scultura. Se dunque abbiamo tra le mani un bel pezzo di pietra leccese, per prima cosa con un seghetto, gli diamo la sagoma che riteniamo più congeniale alle nostre aspettative, quindi quadrata, circolare oppure ovoidale. A questo punto, iniziamo a creare il contorno del posacenere, utilizzando delle lime a grana grossa, e poi subito possiamo prendere il trapano elettrico (con riduttore di velocità) e scaviamo al centro per creare l'incavo necessario. Dopo aver eliminato gran parte della superficie, mettiamo da parte l'utensile e con dei scalpellini da scultore, continuiamo ad incidere la pietra rendendo la parte concava spianata e senza schegge sporgenti. Quando il posacenere ha assunto una sagoma ben precisa, allora prendiamo di nuovo il trapano elettrico, e all'estremità inseriamo delle frese a pallina, che servono a levigare ulteriormente la parte scolpita, e nel contempo a compattare le fibre.

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A questo punto, con le stesse frese, possiamo creare gli spacchi sui due lati, in modo che a lavoro ultimato, il posacenere può contenere sigari o sigarette appoggiandoli in questa calettatura. Infine, per completare definitivamente la scultura della pietra leccese, il posacenere lo lucidiamo con il trapano elettrico corredandolo stavolta di rotelline abrasive di tipo granitico, che nei negozi di bricolage, sono disponibili di diverse grane quindi per sgrossare e soprattutto lucidare. Quest'ultima è infatti la fase finale che ci consegna il posacenere pronto per essere esposto, ed eventualmente colorato con smalti, oppure creando dei disegni particolari sulla parte esterna, utilizzando gli stessi strumenti descritti per la sua realizzazione.

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