Come realizzare una piscina in vetroresina

Tramite: O2O 30/09/2016
Difficoltà: media
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Introduzione

Una piscina è una piscina, come un diamante è un diamante: ambedue oggetti del desiderio ed emblemi inossidabili di lusso. Ma a parte lo status che evoca, una piscina detiene anche il pregio di essere rinfrescante, vivibile e adatta a praticare il più completo degli esercizi fisici, il nuoto. Una piscina è gradita ovunque, e molto di più per chi abita lontano dal mare. Se un tempo se ne vedevano poche, perlopiù a corredo di megaville faraoniche, oggigiorno il loro numero e la loro richiesta sono talmente aumentati che se ne trovano di varie tipologie e di vario costo, oltre che naturalmente di varie dimensioni.
Una delle più accessibili è il modello in vetroresina. Allettante, poi, il fatto che l'installazione sia relativamente semplice. Se volete farci un pensierino, seguite questa guida che vi spiegherà come realizzare una piscina in vetroresina.

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Come prima cosa occorre verificare se sono presenti i requisiti per alloggiare la piscina.
Il vetroresina, conosciuto anche come fibra di vetro, è un tipo di plastica mescolata al vetro, che ne rinforza la struttura, e a resine speciali che ne accrescono la compattezza. Il risultato è un materiale robusto e versatile, ma soggetto a crepe in caso di sollecitazioni frequenti o molto intense. Quindi la piscina potrà essere inserita solo dove queste siano assenti, ossia su terreni stabili. Un giardino affacciato su una strada pesantemente trafficata da tir per esempio non sarebbe adatto. Un altro criterio da considerare è la possibilità o meno di tenerla costantemente piena, pena anche in questo caso la formazione di crepe. In generale, è richiesta poi una certa manutenzione per le operazioni periodiche di sverniciatura e ripitturazione, rese necessarie dal fatto che sole e cloro provocano il suo scolorimento. Per finire, il modello di piscina in vetroresina prefabbricato, è monoblocco. Il trasporto sarà quindi oneroso, ma soprattutto occorre considerare se esiste un percorso fattibile per farla giungere fino al punto nel quale sarà inserita. Esiste però il grande vantaggio che tali piscine, essendo trasportabili (a patto che non vengano interrate) non richiedono permessi edilizi. Viceversa, sono presenti sul mercato anche modelli in kit di montaggio, a pannelli in vetroresina da assemblare, ma più adatte ad essere interrate e meno robuste.
Ulteriore requisito, pur se non strettamente indispensabile, ma certo consigliabile, è disporre di un sito aperto lontano da alberi e vegetazione in generale, specie se caduca, che sporcherebbe la piscina e potrebbe intasare i filtri.

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Se tutti i requisiti sono presenti, si procede preparando l'alloggio. La piscina dovrà stare su un terreno perfettamente pianeggiante, quindi occorrerà creare una soletta in cemento sottostante. La stessa diventa ancora più indispensabile in presenza di falde acquifere sotterranee, che in assenza di un separatore eserciterebbero una pressione dal basso verso l'alto sulla vasca in vetroresina, rendendola instabile fino a farla "galleggiare". Sui lati, saranno necessari dei muretti di contenimento, o nel corso di breve tempo si avranno delle deformazioni strutturali.
Se avete optato per un kit di montaggio, dovrete assemblare e saldare fra loro i pannelli in vetroresina, e alla perfezione, altrimenti con il tempo si creerebbero delle infiltrazioni di acqua.
Per quanto riguarda il riempimento della vasca e il ricambio idrico, occorrerà realizzare un impianto idraulico che conduca acqua potabile alla piscina, ed un impianto elettrico per la regolazione dell'impianto di filtraggio e pulizia.

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A questo punto si può collocare in sede la piscina. Andrà poi riempita di acqua potabile con l'aggiunta di cloro. L'operazione richiederà naturalmente del tempo, così come "prendere la mano" per regolarsi al fine di ottenere il ph ideale, che deve essere fra i 7,2 e i 7,6. Nel caso l'acqua non sia di acquedotto, ma per esempio di pozzo o autobotte, occorrerà effettuare un primo trattamento igienizzante detto supercloratura, che prevede l'uso di cloro in granuli. (Se il clima è particolarmente torrido però è opportuno effettuarla anche se l'acqua è potabile). In seguito si userà per il mantenimento il cloro in pastiglie, addizionato con un alghicida.
Il riempimento d'acqua dovrà essere effettuato con una canna, fermandosi all'incirca a metà delle bocchette degli skimmer, che sono quelle aperture attraverso le quali viene raccolta l'acqua carica di impurità e inviata al filtro, di solito a sabbia, che la depurerà rimettendola in circolo. Il filtro dovrà essere stato posizionato in precedenza, non troppo attiguo alla piscina (almeno 3,5 metri). Viene azionato da una pompa, da qui la necessità di disporre di un impianto elettrico.
Molte piscine in vetroresina dispongono già in dotazione di skimmer in numero adeguato, se così non fosse dovrete comprarli a parte.

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