Come rimuovere la placcatura in oro

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tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Se abbiamo degli oggetti placcati in oro ed intendiamo magari argentarli o lasciarli del colore originale come ad esempio posate o teiere, è importante sapere che non è necessario raschiare con una spatola che tra l'altro potrebbe graffiarli. In commercio, esistono infatti delle sostanze chimiche in grado di massimizzare il risultato. In riferimento a ciò, ecco una guida su come rimuovere la placcatura in oro dai suddetti oggetti.

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Occorrente

  • Acidi per dissolvenza oro
  • Carta abrasiva a grane assortite
  • Pulitrice da banco
  • Cera tripla per sgrossare
  • Cera rossa per lucidare
  • Recipiente in rame
  • Phon
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Acquistando dunque in un negozio che vende fornitura per orafi del liquido a base acida, basta immergervi i pezzi per alcuni minuti (circa venti) e poi tirarli fuori, e provvedere prima ad un risciacquo e poi all'asciugatura. Se tuttavia la placcatura dovesse persistere in alcuni punti, basta utilizzare della carta abrasiva sottilissima per lucidare a specchio l'oggetto, rendendolo definitivamente privo della coltre di oro.

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Gli acidi in grado di dissolvere e separare l'oro da altri metalli, come ad esempio l'acciaio dei cucchiaini o l'argento di zuccheriere e teiere, sono dunque indispensabili per eseguire un buon lavoro di rimozione di una placcatura di oro. Inoltre è da sottolineare che il suddetto liquido va inserito in una pentola di rame, poiché si tratta di un materiale neutro che non attecchisce all'oro, e quindi consente di ottimizzare il risultato, senza il rischio di una colorazione anomala degli oggetti. Premesso ciò, possiamo continuare la descrizione dei metodi per rimuovere la placcatura di oro dagli oggetti, citando un altro molto funzionale. Nello specifico si tratta di applicare della pasta abrasiva, lasciarla in posa per alcuni minuti e poi provvedere a rimuoverla con dell'ovatta. Se tuttavia la patina dovesse ancora presentarsi con abbondanti tracce di placcatura, allora possiamo usare una pulitrice con motore.

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Quest'ultima si compone di due spazzole rotanti, di cui la prima viene cosparsa di una speciale cera chiamata in gergo "triplo", proprio per la grana spessa che consente di agire sulle superfici sgrossandole in profondità. L'altra spazzola invece va cosparsa di un prodotto rossiccio, che serve soltanto per la finitura lucida. Al termine del lavoro quando ormai non vi è più traccia della placcatura in oro, si provvede a sgrassare gli oggetti facendoli bollire in acqua e sapone, e poi dopo averli asciugati con un panno morbido, bisogna fornirgli del calore (con un phon) in grado di donare la suddetta lucentezza, che in termini tecnici viene definita "rodiatura dei metalli".

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