Come usare una trecciola dissaldante

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Una volta saldato un componente utilizzando la giusta lega, è molto difficile che questo possa venir dissaldato. Infatti se pensate di dover saldare qualcosa in modo non definitivo, il consiglio è quello di utilizzare una lega leggera e abbastanza fragile. Dissaldare un qualcosa richiede quasi sempre degli strumenti professionali e, se non siete degli esperti, il tutto può risultare molto pericoloso. Se si tratta di piccoli componenti saldato con dello stagno, può venirvi in soccorso la trecciola dissaldante. Questo componente, facilmente reperibile in commercio, opera in modo efficace su molti tipi di saldatura. Questa guida si propone appunto di spiegarvi come usare una trecciola dissaldante.

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Occorrente

  • trecciola dissaldante; saldatore; stagno
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Innanzitutto occorre sapere che il principio di funzionamento di una trecciola dissaldante è molto semplice. Accostando una trecciola (in genere composta da rame) al componente da dissaldare, lo stagno tende ad attaccarsi alla trecciola, liberandosi dunque dal componente. È una operazione molto delicata, che richiede pazienza e molta precisione. L'acquisto della trecciola dissaldante va fatto in base alla superficie da liberare: esistono in commercio diametri diversi, che si adattano molto facilmente.

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Fondamentalmente le trecciole si distinguono per un componente fondamentale: il flussante. Questo è fatto di resine e rende la trecciola molto più funzionale. Il consiglio è dunque quello di utilizzare direttamente una trecciola con flussante. La prima cosa da fare è quella di sciogliere lo stagno con un classico saldatore. Prestate molta attenzione a non sciogliere le parti che non volete dissaldare.

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A questo punto dovete avvicinare la trecciola dissaldante, appoggiandola allo stagno senza però fare troppa pressione. Muovetela in modo armonioso, lasciando che lo stagno si attacchi e liberi il componente dalla saldatura. A questo punto ci potrebbe essere un inconveniente: qualora lo stagno sia troppo freddo, questo può attaccare la trecciola e saldarla. In questi casi non abbiate timore e, con il saldatore, riscaldate nuovamente lo stagno e liberate la trecciola. Dopodichè potete riprendere il processo e rimuovere lo stagno che resta. Questo inconveniente accade sopratutto quando dovete liberare un grosso pezzo di saldatura. In questi casi il consiglio è quello di scaldare un pezzetto di stagno alla volta e utilizzare tante piccole parti della trecciola dissaldante. Una volta terminato il lavoro, potete eliminare eventuali piccoli residui con il saldatore.

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