Guida ai tessuti ignifughi

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Con questa guida ci occuperemo di tessuti ignifughi. Questo tipo di tessuto è prodotto artificialmente, con materiali che non sono reperibili in natura. È consigliato quindi tenersi sempre aggiornati sui tessuti in questione, dal momento che essendo di continuo sottoposti a modifiche potrebbero non essere più identificabili mediante un determinato nome. Una normale fibra come il cotone non può essere in grado di resistere alle fiamme, mentre i tessuti ignifughi servono proprio a proteggere il corpo o l'oggetto che avvolgono dalla combustione. Si ottengono attraverso trattamenti di ignifugazione eseguiti sulle fibre tessili di partenza. Scopriamo allora quali sono i tessuti ignifughi più comuni e le loro caratteristiche.

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La normativa

Secondo la legge italiana e la normativa europea i tessuti ignifughi sono divisibili in due macro gruppi. In ogni caso, i tessuti garantiranno sempre la massima resistenza all'infiammabilità e avranno caratteristiche in grado di ridurre al minimo il rischio di combustione. Come già detto, questi tessuti si ottengono artificialmente mediante un trattamento organolettico di ignifugazione sulle fibre tessili di partenza. Questo processo può essere eseguito applicando e facendo assorbire dalla stoffa sali di ammonio, tinkal (borace o sodio borato) o solfato di ammonio, che sono appunto sostanze resistenti alla combustione o ritardanti.

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Le sostanze

Le sostanze che abbiamo menzionato non servono soltanto a prevenire gli incendi. Esse, infatti, se poste in zone ad alte temperature, sono in grado di generare anidride carbonica. Questa soffoca le fiamme privando il fuoco del suo alimentatore principale, l'ossigeno. La verniciatura inoltre è un processo che gioca un ruolo importante per la produzione dei tessuti ignifughi. Attraverso di essa, le fibre naturali vengono ricoperte da uno strato di sostanze che, sottoposte ad elevate temperature, impediscono al fuoco di attecchire attraverso la vetrificazione dei reagenti.

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Lavorazione e l'assemblaggio di fibre minerali

Un altro metodo per produrre tessuti ignifughi è la lavorazione e l'assemblaggio di fibre minerali e artificiali. Ad esempio, il basalto e l'asbesto (l'amianto, tossico) sono molto resistenti alla combustione. E in effetti, fino a qualche anno fa, le tute ignifughe tessute con la fibra di eternit erano molto diffuse. Oggi, fortunatamente, sono vietate dalla legge data la loro elevata tossicità. Il basalto invece è ampiamente diffuso nelle industrie automobilistiche e spaziali. Le sue fibre minerali combinate con filamenti artificiali sono in grado di proteggere piloti, astronauti e stuntmen nelle loro attività, in caso di incendio.

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